Beniamino al lavoro

Ho incontrato Beniamino Delvecchio lo scorso dicembre alla borsa del fumetto di Zurigo, evento che si tiene ogni sei mesi circa nella città d’oltralpe dove vivo. Il fumetto italiano pur essendo conosciuto in Svizzera, non ha ancora molto rilievo nella regione di lingua tedesca ma pian piano qualcosa si muove perchè in ogni caso personaggi come Diabolik, Tex e Dylan Dog sono abbastanza conosciuti dai collezionisti ed appassionati di fumetti, essendo stati pubblicati in Germania e Francia.

Beniamino Delvecchio ha uno stand sul palco del teatro che ospita la fiera, insieme ad altri disegnatori di varie nazionalità. In bella mostra illustrazioni, portfoli e albi vari. E’ simpatico e alla mano, mi ci trovo subito a mio agio. La fiera è cominciata da poco e gli fa piacere scambiare due chiacchiere in italiano per rompere un po' il ghiaccio. Mi presento e gli chiedo cosa lo ha portato a Zurigo, scoprendo così che è stato convinto da alcuni amici che erano alla manifestazione di Uchronia. Alla due prime edizioni a Lugano e Bellinzona era infatti presente anche lui ma per uno strano scherzo della sorte, non ci siamo incontrati. Quando gli accenno al sito di Collezioneggio si dichiara subito disponibile ad una piccola intervista e ci organizziamo quindi spontaneamente lasciandoci un po' sorprendere da quello che ne verrà fuori. Il risultato è quello che leggerete qui di seguito.

 

Lo stand di Beniamino Delvecchio

Come hai iniziato a disegnare e come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

Disegnare è sempre stata una mia grande passione e dopo il liceo artistico ho frequentato l’accademia delle belle arti di Brera. Ho studiato una decina d’anni e ho cominciato subito dopo a lavorare, avevo 24 anni, subito dopo il militare. Adesso ne ho 39, sono quindi da 15 anni nell’ambiente.
Negli anni novanta venni a sapere che la Xenia edizioni, che adesso non fa piu’ fumetti ma che nel 94- 95 pubblicava ad esempio Demon Hunter, aveva intenzione di lanciare una serie di fantascienza che avrebbe dovuto ricalcare un po' lo schema di Nathan Never. Mi sono quindi presentato in redazione con la mia cartella di disegni e mi hanno affidato una prova con lo studio dei personaggi e via di seguito. Ho fatto tutto con molta calma, ho impiegato una ventina di giorni per realizzare 4 tavole di prova, alle quail mi sono dedicato con molta attenzione, proprio con cura maniacale facendo molto uso di retini, che amo molto per la possibilità di resa dei grigi e dei contrasti. Le ho consegnate proprio il 1 dicembre del 1994, il giorno del mio compleanno. Mi ha portato fortuna e infatti mi hanno preso. La serie era Bad Moon, ne ho realizzato il numero tre come matitista, e poi il numero 7 per intero. Bonelli ha visto il numero tre e mi ha assunto per Zona-X dove mi sono occupato della stirpe di Elan, l’episodio l’ombra del drago, il numero 15 e poi ho realizzato un episodio libero. Una bella serie, ben strutturata, peccato non abbia avuto il successo auspicato e infatti proprio per questo le fila dei collaboratori furono ridotte e io non fui confermato.

Ho avuto fortuna perchè subito dopo ho realizzato una storia per l’intrepido, allora in chiusura e poi è iniziata la mia avventura con Lazarus Ledd, collaborando con Ade Capone, ero contentissimo. Ade è un personaggio davvero di spicco nell’ambiente fumettistico. Da lui ho imparato tanto, quello che poi mi ha permesso di essere preso per Diabolik, dove affiancavo Franco Paludetti , grande artista ma che a quei tempi aveva gia una certa età , credo 76 anni e quindi cominciava un po’ ad avere difficoltà a reggere 120 tavole in due mesi. Fu una grande soddisfazione, lavoravo in redazione di fianco a lui, una esperienza fantastica. Ti parlo del 1998-99. In piu c’era Brenno Fiumani, che è l’autore della copertina del numero uno di Diabolik e inchiostrato centinaia di numeri. Ho potuto imparare veramente tanto. Quindi posso affermare che con Ade Capone ho perfezionato le basi e mi sono formato, poi con Diabolik sono diventato un professionista a 360 gradi, perchè ho imparato I trucchi e le tecniche che permettono ad un disegnatore di muoversi poi con disinvoltura in qualunque ambientazione e genere fumettistico, cosa che è fondamentale per riuscire a emergere. Infatti se vedi i miei lavori, c’è un po’ di tutto. Ci sono anche tavole uniche per una produzione satirica tedesca, Abrafax. Un bravo disegnatore deve essere quindi capace di adattarsi a qualunque stile.

Disegni originali

Quando hai cominciato poi con I tuoi personaggi?

Lavorando in redazione per circa sei anni, ho imparato anche le tecniche di produzione, controllavo le prove di stampa di Diabolik, insomma tutta la trafila dalla A alla Z. Cosi’ ho pensato che era il momento di realizzare il mio personaggio. Siccome trovare un editore che ti pubblichi un fumetto a colori è quasi impossibile, mi son detto: “ me lo pubblico da solo”. E così nel 2004 ho cominciato con la mia serie Tokae, cosa che avevo in testa da diversi anni. Una serie western, alla Ken Parker, per capirci. Sono un grande ammiratore di Ivo Milazzo. Ho cominciato ad autoprodurmi. In parallelo ho fatto qualcosa insieme a Salvatore Taormina.

Beniamino con David Boller, disegnatore Svizzero che lavora in america.

Mentre parliamo si destreggia abilmente fra una dedica e un disegno, scambiando commenti in inglese con le persone che si avvicinano allo stand ammirando disegni e albi messi in mostra.

Dicevamo di Taormina. Than Dai nacque dalla collaborazione con Taormina. Volevo disegnare cavalli, abiti indiani, alberi, ero un po stanco di disegnare auto, palazzi e inseguimenti con la polizia etc, quindi la cosa capitò a pennello. La serie non ando' male e facemmo una seconda serie. Certo vive delle vendite in fumetteria, ma si è creato comunque uno zoccolo duro di acquirenti, quindi stiamo gia’ lavorando alla terza serie (che cominceremo a pubblicare a Settembre 2009). Taormina è un appassionato e ci tiene ad andare avanti, anche se forse il livello delle vendite avrebbero fatto desistere un altro editore.

Tavole originali
Tokae

 

Al di la del disegno, ti piace il fumetto, cosa ti piace degli altri disegnatori.

Leggo un po’ di tutto ma principalmente il filone Bonelli. Mi piace molto Magico Vento perchè riprende un po’ lo schema di Ken Parker, poi Nathan Never, Dylan Dog e Tex, naturalmente. Il genere fantasy non va molto in Italia, come appunto si diceva per Zona X e cosi anche la fantascienza. Peccato. Come stranieri adoro Hermann, quindi Comanche e Jeremiah. Bellissimo quest’ultimo, che mescola il western alla fantascienza. Hermann è uno dei piu’ grandi in assoluto per me. Tornando agli italiani, Ivo Milazzo, come gia ti dicevo, anche se ultimamente non realizza piu’ tante cose.

 

Progetti futuri?

Sto cercando di dedicarmi all’illustrazione, mi piacerebe lavorare con I francesi e sto cercando un po’ di contatti. Entrare nel mercato francese come illustratore sarebbe davvero il massimo e infatti ci sto provando.
Dimenticavo di dirti una cosa molto importante, che sto realizzando un nuovo episodio inedito di Kinowa per l’editore Mercury di Bologna. Mi ha arruolato per disegnare un albo inedito di 128 tavole, speriamo vada tutto bene. Ci vorrà almeno un’annetto prima che vada in porto. Poi c'è chiaramente il mio personaggio Tokae che devo continuare e concludere. Ma principalmente ti ripeto, molto interesse per l’illustrazione, non importa tanto il genere ma che si tratti di editori seri. Ho molti impegni di promozione, sarò presente in occasione di diverse mostre e fiere, a Milano per Fumettopoli (21 e 22 Febbraio 2009), poi a metà marzo perchè ci sarà la festa di Cronaca di Topolinia e sarà una occasione particolare visto che si tratta del ventennale. Poi a Torino comics ad aprile, ancora allo stand di Taormina e vari altri appuntamenti. A settembre a Narnia fumetto e poi a Bellinzona per Uchronia comics 2009.


Come vedi il mestiere di fumettista, lo consiglieresti o no a chi comincia adesso?

Io lo consiglierei, sicuramente. Un disegnatore lo fa per passione e perchè lo ha dentro, e penso che insistendo lo spazio lo trovi, ti devi pero’ accontentare all'inizio di tariffe basse, cercare sbocchi anche come illustratore, magari in pubblicità o insegnare disegno a mezza giornata, ad esempio. Insomma, prima era piu’ facile, ora non è piu’ possible fare questo mestiere come unico lavoro, a parte i grandi disegnatori e autori che vivono magari ancora con i diritti delle loro opere che vengono pubblicate e ripubblicate, vendendo anche all'estero.

Il tempo è volato, lo lascio finalmente ai suoi ammiratori e alle innumerevoli richieste di disegni e dediche alle quali ho rubato un po' di tempo con le mie domande. Ci salutiamo dandoci appuntamento al piu' tardi alla terza edizione di Uchronia a settembre.

 

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