“La pungente delicatezza di Silvia Ziche” era il titolo della sua personale a Palazzo Ducale (Lucca) e quale titolo più si addice ad un’artista riservata, autoironica, mai piena di se, ottima osservatrice … nata il 5 luglio ………. praticamente ……… perfetta.

 

Vignetta di Raffaele G.


1- Quanta libertà ti lascia nel realizzare le tue tavole per quello che riguarda i personaggi, la Disney? Devi attenerti strettamente alla sceneggiatura o puoi fare delle modifiche se lo ritieni opportuno?
C'è una certa libertà, all'interno dei canoni Disney e dei caratteri dei personaggi, ovviamente. Quando mi scrivo le storie io, questa libertà me la prendo tutta. Quando disegno storie di altri, cerco di rispettare il più possibile il loro lavoro.

Paperina di rivondosa

2- Nella grafica e nelle storie ti ispiri a qualcuno in particolare fra i maestri del passato?
Credo a Cavazzano. All'inizio almeno è stato così, con un po' di Scarpa e di Barks. Ora non lo so, penso di avere un segno un po' più personale (anche se sono sicura che l'influenza di Cavazzano si senta).
3- Quanto tempo e quanto impegno servono per un'opera come Papernovela o Topokolossal?
Serve un sacco di tempo. Qualcosa che va dai sei agli otto mesi per il disegno, più un discreto tempo prima per il soggetto e la prima parte della sceneggiatura (poi di solito sceneggio mentre procedo con il disegno). Ora che ho un paio di rubriche settimanali, i tempi si allungano.

Topokolossal

4- Quali sono le differenze sostanziali che hai notato negli ultimi anni nell'evoluzione dei paperi per adattarsi alle nuove richieste di mercato?
Non so se si debba parlare di esigenze di mercato... Mi sembra che i paperi si adattino solo ai tempi che cambiano, pur con tutta la prudenza disneyana.
5- Quale fumetto ti piace leggere?
Ora sono in fase di rilettura di Claire Bretecher la adoro
6- Credi in una possibile funzione educativa del fumetto?
Sì. Senza esagerare, però. E' una buona introduzione alla lettura, di ogni genere, e credo che stimoli anche l'immaginazione e la creatività. Ma penso che abbia una funzione più di intrattenimento che di educazione.

San francisco e

7- Giulio Giorello del fumetto dice "è un'analisi dell'uomo che vuole conoscere se stesso e magari non ci riesce, proprio per questo il fumetto è così piacevole e affascinante" per te cos'è il fumetto?
Non vorrei dare troppe responsabilità al fumetto... E' un mezzo per raccontare, dipende da come lo si usa. Un mezzo di facile lettura (non sempre, ma in generale sì), che può arrivare direttamente al cuore (parola che non mi piace. Diciamo al centro, alla parte profonda) delle persone, e scuoterle. Ma con delle distinzioni. Claire Bretecher, Quino, Schulz mi fanno questo effetto. Altri mi divertono solamente. o mi coinvolgono, distraendomi da me, nel caso del fumetto avventuroso. In entrambi i casi, comunque, non è poco.

uomo e divano


8- Quale è il futuro del fumetto per ragazzi in Italia?
A questa domanda faccio fatica a rispondere. I ragazzi ora hanno un sacco di stimoli che quando ero piccola io non c'erano... Voglio però sognare che libri e fumetti non verranno lasciati da parte causa della tecnologia.

9- Parlando di letteratura quali sono gli autori che preferisci? E quanto le tue letture influenzano il tuo lavoro?
Ci sono tre romanzi che sono punti fermi nella mia vita: Lolita, di Nabokov, Madame Bovary di Flaubert, e Le relazioni pericolose di Laclos. Ma mi piacciono tantissimo i russi dell'ottocento, Dostoevskij in testa, poi mi piace Jane Austen, ma anche Carver, Benni, Pennac... Sono piuttosto onnivora, e vado a periodi. Le letture influenzano il mio lavoro come tutte le esperienze quotidiane, gli incontri, i film...


10- Tu hai realizzato lavori con personaggi importanti Vincenzo Cerami, Tito Faraci com’è per te lavorare in coppia e in questo caso in particolare lavorare con degli uomini? Con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?
Quando si tratta di lavoro, cerco una persona con cui sono in sintonia, che sia donna o uomo poco importa. Lavorare in coppia porta delle aperture che da soli non si potrebbero avere, L'altra persona dà delle spallate al corso dei tuoi pensieri, facendoli arrivare in luoghi che da soli non avrebbero mai raggiunto. E' bello e stimolante. Poi però, dopo un lavoro in coppia, non vedo l'ora di tornare a lavorare da sola... Per poi sentirmi sola e cercare di nuovo di lavorare con qualcuno. Non so con chi vorrei lavorare, non me lo sono chiesto.

11- Alice è l’ingenuità dell’adolescenza, Lucrezia è pungente, ironica, realista, quanto c’è di Silvia Ziche in entrambe?
Alice ero io, senza filtri. Era il mio spaesamento che raccontavo, ero appena arrivata a Milano dal paese, per studiare, e non c'era un libretto delle istruzioni che mi spiegasse come funzionavano la vita e le persone. Lucrezia è Alice cagliata dal tempo e dalla disillusione. C'è meno identificazione con lei di quella che c'era con Alice: se Alice ero indubbiamente io, Lucrezia è una parente stretta con cui sono costretta a convivere, e di cui non riesco (con tutto l'affetto del caso...) a liberarmi.

Amore

12- Nel mondo dei fumetti sai indicarmi un equivalente maschile di Lucrezia?
Si chiama Monsieur Jean, è francese, è realizzato da Philippe Dupuy e Charles Berberian. Pubblicato in Italia prima da Indy Press, poi da BD.

amore mio

13- Dal punto di vista lavorativo, qual è il tuo sogno nel cassetto?
Sono così scaramantica che non riesco a dirlo...

14- Un amico, Wladimiro, dice di te "Silvia Ziche, per un disneyano puro è l'equivalente di un Zac Efron per una ragazzina (high school musical)" che effetto ti fa?

Mi fa piacere... però ho visto in tv il casino che è successo quando Zac Efron è venuto a Roma per la promozione del film: via del Corso bloccata dalle ragazzine in deliquio... Ecco, questo non mi è mai successo.

amore mio mamma



15- Parli poco della tua vita non professionale, Caterina Crepax di suo padre dice che era una presenza fisica costante in casa ma sempre molto assorto nel lavoro che evidentemente amava molto, com’è la vita di un artista del fumetto come Silvia Ziche?

Magari sono la persona sbagliata per dirlo. Ho l'impressione di avere una vita interiore molto più intensa di quella reale.

 

Immagini copyright Disney e Silvia Ziche, gentilmente messe a disposizione da Silvia Ziche.

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