Copertina Cossi

Paolo Cossi e il suo "Un gentiluomo di fortuna" sono stati una bella scoperta per noi; la sua biografia di Pratt, intrigante, ricca e ben articolata, ci lascia in trepidante attesa del prosieguo.

1 – Perché proprio Pratt e da quanto tempo meditavi questo progetto?
Questo progetto nasce in collaborazione con l’editore di Hazard, Gianni Miriantini. Tornando da un viaggio in Francia, ci eravamo trovati a parlare di Hugo Pratt. Gianni lo aveva conosciuto personalmente e aveva anche lavorato con lui. Io, appassionato lettore di Corto Maltese, ascoltavo tutti i racconti e gli aneddoti con attenzione… l’idea, di fare una biografia sul maestro di Malamocco, non ha tardato ad arrivare.

2 - Nel pensare l'opera sulla vita di Pratt l'hai progettata suddivisa in capitoli fin dall'inizio o è stata una necessità sopravvenuta a causa della vastità dei temi da toccare?
No, era già progettata in capitoli fin dall’inizio. E’ un sistema narrativo che mi permette di aprire e chiudere parentesi, ma soprattutto di spostarmi a livello temporale senza intralciare lo scorrere del racconto.

3 – Come mai fra tutti i suoi personaggi decidi di aprire con Rasputin?
Rasputin è sicuramente il personaggio più interessante dopo Corto Maltese. Io però non ho voluto usare il personaggio di Pratt, ma ho preferito rifarmi al Rasputin storico, quello alla corte dello Zar Nicola II. Un personaggio mistico di quel genere mi era utilissimo per il capitolo quasi “onirico” che apre e chiude il primo libro.

Rasputin


4 – Fondere la narrazione del periodo storico, la biografia di Pratt e i personaggi generati dalla sua fantasia da origine a un racconto intrigante e coinvolgente, un simile lavoro ha richiesto un ampio lavoro di documentazione quanto e durato e come ti sei documentato?
La realizzazione di questo libro è durata circa un anno. Gran parte di questo tempo è stato utilizzato per le ricerche storiche riguardo l’occupazione italiana in Etiopia, le leggende africane, la cultura Etiope ancora i luoghi (palazzi, costruzioni, ambienti) gli animali, etc. Internet è stato utile per alcune ricerche, ma per avere delle immagini interessanti, delle curiosità particolari ho utilizzato moltissimi libri, materiale documentaristico dell’epoca (foto, cartoline, giornali, riviste) e alcuni filmati.

5 – Con questo primo capitolo della biografia di Pratt riesci a parlare anche d’ingiustizie, sopraffazioni, barbarie legate a guerre e occupazioni, qui hai posto l’attenzione anche sull’utilizzo dei gas durante le guerre coloniali, negli anni a volte negato a volte ridimensionato se non solo accennato, mi sembra che queste siano problematiche che spesso ami mettere in evidenza nei tuoi scritti, è vero?
Mi piace incuriosire le persone. Vorrei che il lettore si interroghi sulla storia, soprattutto sui momenti drammatici che spesso vengono occultati, trattati poco o male. I miei fumetti non hanno la pretesa di essere dei saggi di storia, ci mancherebbe, vogliono solo dare alcuni spunti per una ricerca personale su quello che è la storia dell’uomo.

6 - Cromaticamente le tavole giocano sui toni caldi del deserto, tra divise sabbie e oasi. Il richiamo che questi colori fanno al viraggio seppia delle vecchie foto e alla conseguente ulteriore immersione temporale nel ventennio è stata voluta o è una felice casualità?
No, la scelta cromatica è voluta. L’idea era di fare un libro a colori, mi rendevo conto però che c’era bisogno di creare un’atmosfera particolare. Per fare questo mi sono limitato all’uso di tre chine: il grigio, il seppia e il rosso nocciola. Mescolando questi tre colori potevo avere una gamma cromatica interessante. Sono stato nel Sahara diverse volte e la riduzione della gamma cromatica si percepisce subito, questa era la sensazione che volevo dare al lettore.

Amuleti

7 - Modifichi la tua tecnica di disegno in funzione della storia che vuoi raccontare e se sì, come?
Ad un certo punto ci sarà una sorpresa, ma non voglio dire se sarà sul secondo o sul terzo volume.

8 - Uno degli episodi più "fantastici" del volume è l'incontro con l'Arca dell'Alleanza, ma un po' tutta la storia si dipana tra stregoni, spie e momenti onirici. Quanto (e se) ti sei permesso di discostarti dalle storie raccontate dallo stesso Pratt sulla sua vita per le tue esigenze narrative?
La vita di Hugo è stata solo il punto di partenza. Mi sono allontanato spesso da lei perché volevo che il lettore non trovasse solo la biografia di Pratt, che è conosciuta e scritta su diversi libri, ma cercavo di creare un’avventura, una di quelle avventure che profumasse ancora di Corto Maltese, che però, al posto del bel marinaio, avesse come protagonista il Maestro di Malamocco.

Arca

9 - Uno dei personaggi più intriganti del libro è sicuramente Pandora. A quanto si capisce è destinata a ricorrere nel prosieguo della narrazione, un po' come il Virgilio dantesco. E' una tua invenzione o l'hai creata basandoti su qualche preciso spunto prattiano?
Come per Rasputin mi sono rifatto alla Pandora della Mitologia, piuttosto che al personaggio di Pratt. Nel primo volume è avvolta da un velo di mistero: esiste, non esiste, chi è? La risposta arriverà alla fine del terzo volume ma diciamo che per il momento Pandora è un personaggio destinato a dare ancora molte sorprese.

Pandora


10 – Ora siamo curiosi, cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi volumi della biografia di Pratt e in che territori ci porterà il gentiluomo di fortuna?
Continueremo l’avventura in una Venezia occupata dai nazisti e proseguiremo, dopo la liberazione, in Argentina dove ritroveremo vecchie conoscenze e nuovi personaggi. Alcuni enigmi etiopi troveranno risposta, ma altri misteri sono alle porte…

Buona lettura

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