Il gatto di Visintin

E’ un vero piacere leggere tanta passione, amore e passione per la propria arte, è ciò che traspare dalle parole di Fabio Visintin che gentilmente, risponde alle nostre domande sulla sua graphic novel “Vita amori, avventure veneziane di Messer gatto con gli stivali”.

1) Da chi è nata l’idea di realizzare questa graphic novel?
II libro nasce da una mia idea, ma solo una serie di “fortunati eventi” ha consentito che il progetto di questa Graphic novel potesse svilupparsi e arrivare a buon fine. I gatti si sa sono animali un po’ magici ed evidentemente anche questo “Gatto con gli Stivali” non si sottrae alla regola, ma andiamo con ordine: un po’ di tempo fa, un po’ tanto diciamo, mi ero appassionato alle opere di una scrittrice inglese, Angela Carter, una grande scrittrice che meriterebbe di non essere dimenticata (appello, qualcuno ripubblichi le sue opere, o almeno “La camera di sangue “ e “Notti al Circo” sono due libri fantastici!). Uno dei libri a suo tempo tradotti in Italia era la raccolta dei testi di alcune commedie radiofoniche che alla Carter sulla scia del suo gran successo editoriale in Inghilterra agli inizi degli anni 80 erano state commissionate dalla BBC e che lei aveva tratto da alcuni suoi racconti già presenti nel libro “La camera di sangue”, una di queste commediole è appunto il gatto con gli Stivali (Puss in Boots). Leggendola mi sono reso conto che era una sceneggiatura perfetta, e così per puro piacere e per esperimento ho cominciato a disegnare uno storyboard, la cosa funzionava perfettamente, l’unico problema era la questione diritti, volevo trovare un accordo con la Carter (gli eredi, poiché nel frattempo purtroppo lei era deceduta) oppure con il suo agente, ma sfortunatamente non riuscii nemmeno ad entrare in comunicazione, lettere, mail … nessuna risposta e così questo progetto, come altri finì nel cassetto del “Si vedrà” e lì restò per parecchio tempo.

Molto tempo dopo Francesca Varotto Editor di Marsilio con la quale collaboro da molto tempo per le copertine di gialli della collana “le farfalle”, vide questo Storyboard e siccome c’era voglia di sperimentare nuove aperture all’interno della casa editrice, mi propose di far vedere il progetto a Jacopo de Michelis che era l’Editor interessato a questo tipo di progetti, il quale (I Gatti sono fortunati) disse subito di sì, ma restava il problema dei diritti della Carter della cui trattativa si fece carico la Varotto con una pazienza degna di Giobbe, tra l’altro ci fu molto utile il casuale ritrovamento di un’intervista in cui la Carter, che sapeva d’essere malata dichiarava la volontà che i suoi testi fossero tranquillamente usati in ogni modo, elencando in un elenco molto divertente tutte le possibilità con cui le sue opere sarebbero potuto essere rappresentate, finendo la lista con “spettacolo con i pattini sul ghiaccio”.

Così il gatto è arrivato in libreria (I gatti hanno 9 vite) e credo che anche alla Carter la cosa non sarebbe spiaciuta.

Tavola

2) I due gatti hanno sembianze umane caratterizzate solo da alcuni tratti fisici felini, più che altro, comportamenti tipici dei felini, leggendo ci si dimentica che siano gatti pur non riuscendo a considerarli uomini, cosa sono un mix fra ragione e istinto?

La mia scommessa quando ho deciso di utilizzare il testo della Carter, al quale ho apportato solo pochissimi cambiamenti, era quella di riuscire a mettere in scena (una scena disegnata, in questo caso) qualcosa che l’autrice aveva scritto per la radio e nella quale si era divertita a sviluppare personaggi e situazioni che mantenevano una loro credibilità proprio dal fatto di non esser visualizzati. Quando ho cominciato a disegnare la storia, sapevo da subito che non volevo adottare soluzioni Disneyane, non volevo animali parlanti, poi è stata la stessa Carter in una sua intervista a suggerirmi la soluzione (grazie, San Internet) ecco cosa diceva:
“ (…) Il Gatto è sempre stato Arlecchino, così come Tabita era Colombina, e i giovani innamorati, il vecchio avaro e la megera erano tutti all’origine tipificazioni fisse della commedia italiana antica, dalla quale deriva la forma popolare della pantomima. (…)”
Così tutta la storia si svolge in teatro, i gatti sono attori che interpretano il ruolo di gatti e come avviene sulle scene per evocare il loro essere animali bastano alcuni particolari: la coda, un cappello da arlecchino (la cui maschera ricorda per altro il muso di un gatto), una pettinatura a punte. Aver conservato nel disegno l’ambiguità dei personaggi ha permesso a mio avviso di mantenere anche quella carica irriverente che certamente la commedia radiofonica doveva avere (se poi si pensa che fu trasmessa il 22 dicembre alla radio pubblica, ovviamente in Inghilterra). Ho poi voluto ulteriormente sottolineare l’ambientazione teatrale con le tavole che annunciano il cambio di scena e nel finale, quando il gatto chiude il sipario sulla vicenda.

Tavola

3) Nella Graphic Novel, come ne “Le nozze di Figaro” (che a tratti fa testo e colonna sonora del libro) i “servi” si dimostrano più intelligenti dei loro padroni è una similitudine voluta?

Sicuramente la Carter aveva presente le nozze di Figaro, quando ha scritto la commedia, (anche se preferiva il Figaro rossiniano) ma la scelta di inserire brani del libretto di Da Ponte come immaginaria colonna sonora è un mio tradimento rispetto al testo radiofonico dove le indicazioni erano diverse e servivano ad accentuare l’aspetto comico della vicenda, per fare un esempio durante il primo amplesso dei due giovani amanti, la colonna sonora è l’Ouverture 1812 di Ciaikovski, che per chi non la conosce è un brano che prevede nello spartito anche dei colpi di cannone! (Insomma il top del casino). Quanto alla seconda parte della domanda, cioè se i servi si dimostrano più furbi dei padroni, non posso che sottolineare ciò che scrive Tiziano Scarpa nella sua bella postfazione (Grazie, ancora Tiziano): ” Non è la fortuna quella che aiuta gli audaci. La volontà e l’intelligenza si aiutano da sé. Basta avere una visione lucida della situazione e un po’ di inventiva. Esattamente ciò che aveva il giovane seduttore con tutte le altre donne, prima di innamorarsi di questa giovane moglie. Ma l’innamoramento lo paralizza, tuttalpiù lo spinge a ridicole romanticherie.” Chi non si è trovato mai in questi panni, scagli la prima pietra, possibilmente verso se stesso, se lo merita per quel che ha perso.

4) Ho fatto vedere le sue tavole più intriganti in redazione questi sono stati i commenti:
“Sono disegni erotici, anzi di più”;
“Non sono esplicitamente erotici … direi che vogliono trasmettere sensualità”;
“La cifra erotica del Visintin assume tratti sensuali e intimistici senza scomodare inutili volgarità, aiutata anche dallo spirito un po’ guasconesco e leggero del disegno” ;
Ci si ritrova? Lei come le definirebbe?

Angela Carter era una scrittrice femminista troppo intelligente e libertaria per essere fondamentalista, anche in questo piccolo testo a guardar bene ve ne sono delle tracce, la protagonista appare per la prima volta con la testa dentro ad un sacco, oltre al corpo anche il volto è nascosto agli sguardi, è inoltre legata con un cappio e assimilata dal ricco e vecchio marito agli altri oggetti di sua proprietà, quando alla fine della storia l’amore trionfa e lei annuncia il suo matrimonio con Leandro, è completamente nuda e padrona del proprio corpo, ed è lei ad avere in mano le chiavi, oltre che delle proprietà anche si suppone della sua nuova esistenza. La nudità, il corpo, la sessualità liberatoria sono delle componenti importanti di questa storia, ma proprio per questo ne andava mantenuto il loro senso giocoso e come dire “pulito” non mercificato, la storia parla di giovani coppie innamorate, le mercificazioni sono cose da vecchi ricchi Pantaloni come sembra riproporre in questi giorni la cronaca.

Il marito

5) L’artista Visintin quando si mette davanti ai fogli bianchi, con una storia in mente, qual è l’obiettivo che vuole raggiungere?

Ogni foglio bianco è l’inizio di una ricerca, un messaggio che dal tuo interno si materializza su una superficie, quello che l’artista cerca, quello che chiunque cerca è tentare di comprendere se stessi e ciò che ci circonda, costa meno della psicanalisi.

Il regno dei Fanes



6) La sua opera a fumetti preferita? Perché ? Rappresenta una fonte d’ispirazione.

Quand’ero giovane ho avuto occasione di mostrare alcuni dei miei iniziali tentativi a Hugo Pratt, per me aspirante cartoonist era come trovarsi al cospetto del dio del comics, ovviamente riuscii solo a spiaccicare due parole prive di senso rimediando una figuraccia da infilare la testa nel sacchetto del pane forever, ciononostante mi sento come quei contadinelli che toccati dalla grazia hanno visto la luce. Leggo e apprezzo molti autori, rispetto davvero tutti quelli che si siedono ad un tavolo da disegno per creare qualcosa, perché è fatica, ma sinceramente nessuno mi emoziona come l’opera di Pratt, soprattutto il suo periodo finale, quando il segno e i testi si sono fatti più astratti ed ironici, è talmente bravo che quando comincio a leggere una sua storia per cercar di carpire qualche trucco, mi ritrovo dopo due tavole a leggere per il gusto di leggere.

Vestire la Farfalle

7) Dove la vedremo prossimamente?
Per una casuale concomitanza, i miei estimatori rischieranno l’overdose, infatti, oltre all’uscita del mio libro parallelamente sta proseguendo la mostra itinerante per le varie librerie Feltrinelli di una selezione di copertine realizzate per i gialli della collana “Le farfalle” edita da Marsilio, si tratta di una mostra un po’ particolare che non si limita a mostrare le immagini di copertina, ma anche attraverso schizzi e ipotesi alternative a spiegarne il processo creativo. Inoltre sul terzo numero della nuova rivista Animals edita da Coniglio Editore e diretta da Laura Scarpa, in uscita (insistere con i giornalai!) verso la metà di Luglio sarà presente una mia storia a colori di 18 tavole intitolata “Mare Nostrum”. Attualmente mi sto dedicando alla realizzazione del mio sito (finalmente) del quale per ora è visibile solo la testata, ma presto Wauu!. Ma se ormai, dopo aver letto il libro non riuscite più a stare senza aver assunto la vostra quotidiana dose di Visintin, invito tutti a visitare il sito plancton dove, quasi (ogni tanto una vacanza) ogni giorno posto un nuovo disegno.


Fabio Visintin

Da Animals

Un grazie di cuore a Fabio Visintin per la sua gentilezza e disponibilità.

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