SignsL’altra sera riguardavo il DVD di un film di SF abbastanza singolare, come per altro tutte le pellicole di M. Night Shyamalan autore, in questo caso, di Signs film del 2002 e ho notato che l’alieno che si vede solo alla fine del film è praticamente… nudo, o sembra non indossare alcuna tuta spaziale o da “sbarco”.

Allora ho fatto mente locale alle altre pellicole di SF nelle quali compaiono alieni per scoprire che in molti casi, per parafrasare un adagio molto in voga nel ’68, l’Alieno è nudo!

Non voglio qui analizzare in modo esaustivo la figura dell’extraterrestre e il suo rapporto con la “moda”, solo fornire alcuni piccoli spunti per considerazioni che ognuno può fare.

E’ chiaro che la figura dell’alieno nel cinema di SF rispecchia la cultura e la moda del momento, cioè grosso modo del decennio in cui le pellicole furono girate. Un dato salta subito agli occhi: man mano che ci avviciniamo a noi, l’invasore, o l’eventuale visitatore galattico, diventa sempre meno vestito, sino a rasentare il “naturismo”.

Nelle prime pellicole l’alieno invasore indossa tutine – spesso argentate – attillate ma molto semplici, molto vicine alle tute da lavoro, e qui sarebbe fin troppo facile richiamare l’identificazione alieno = classe operaia che si ribella al capitalismo sfoggiando la sua semplice mise da catena di montaggio. Era l’epoca della Guerra Fredda e del conflitto fra i due blocchi USA-URSS e in molti vollero vedere nella figura dell’alieno cattivo quella del comunista.

Certo è che si tratta di tute spaziali assai rozze, senza fronzoli, se consideriamo che i viaggiatori interstellari dovrebbero possedere una tecnologia molto avanzata rispetto alla nostra. Basti pensare a James Arness, il carotone de La Cosa da un altro mondo del 1951 che sbarca fra i ghiacci col suo disco volante (ma un vegetale può guidare un ‘astronave? Sì, se si nutre di sangue umano!) o agli alieni servitori della mente suprema racchiusa in una sfera simile a una palla di neve che si possono ammirare in un film piuttosto adolescenziale del 1953, Gli invasori spaziali. Qui, in verità, i manovali alieni sono piuttosto in carne, se non addirittura obesi, strabordanti nelle loro tutine attillate. Eppure all’epoca facevano paura!La cosa

GLi invasori

Anche il Mostro dell’astronave del 1958, dal quale dovrebbe discendere l’Alien più famoso del cinema di fantascienza (ma almeno quest’ultimo è uno xenomorfo e non ha bisogno di vestiti) indossava una tutina raffazzonata, abbastanza ridicola, così come quelle che vestono gli extraterrestri dai grandi occhioni senza intelligenza de La guerra tra i pianeti del 1954. Unica concessione alla moda la fascia a bande oblique stretta in vita. Alieni senz’altro meglio vestiti sono il Klaatu interpretato da Michael Ronnie nel capolavoro del 1951 Ultimatum alla terra e quelli di Cittadino dello spazio del 1955, decisamente fra gli alieni più amichevoli nei confronti di noi terrestri.

Il mostro dell'astronave La guerra tra i pianeti

Ultimatum alla terra

Cittadino dello spazio

Comunque si tratta pur sempre di tute argentate con pochi fronzoli, a volte guarnite con gradi, caschi spaziali e eventuale pistola laser. Indubbiamente per trovare visitatori alieni con abbigliamento più consono dobbiamo aspettare il cacciatore di Predator del 1987, i marziani mattacchioni di Mars Attacks del 1997 fino al variegato universo che troviamo nel ciclo dei cicli Star Wars (dal 1977 al 2005, almeno per ora). Predator

Mars Attacks

Sorvoliamo sul nutrito gruppo di alieni che occupano i corpi umani per interagire con noi, da Destinazione Terra! del grande Jack Arnold (1959) allo Starman di J. Carpenter (1984) agli invasori in doppio petto smascherabili solo grazie ad un paio di occhiali in quell’altro capolavoro (non solo di SF) dello stesso Carperter, Essi Vivono (1988). Ma la lista sarebbe troppo lunga…

Essi vivono

Nella Guerra dei mondi del 1953 i marziani si vedono poco ma sembra che non indossino alcuna tuta spaziale. Forse è per questo che si beccano subito il raffreddore che li porta alla sconfitta totale!

La guerra dei mondi

Anche i marziani che compaiono nel terzo film del ciclo dell’inflessibile scienziato inglese Quatermass, L’astronave degli esseri perduti del 1967, non sono umanoidi e quindi sembra non abbiamo bisogno di vestiti. Sono infatti più simili a gigantesche cavallette.

L'astronave degli esseri perduti

Ma veniamo ai veri e propri alieni nudi, quelli in un certo senso legati alla New Age fantascientifica inaugurata da Spielberg in Incontri ravvicinati del terzo tipo (1978) e in E.T. L’extraterrestre (1982).  Sono amichevoli ma pur sempre non sembra indossino alcun vestito. Vada per il piccolo ET, in fondo è un bambino, ma gli altri? Laddove si raggiunge l’apice, però, è in una pellicola inglese del 1985, Space Vampires dove i tre alieni “succhia linfa vitale degli umani” e che portano il caos e il terrore a Londra, sono completamente nudi. E la vampiressa Matilda May ha senz’altro un corpo che non si dimentica facilmente!

Incontri ravvicinati del terzo tipoET

Space Vampires

Terminiamo questa breve carrellata con Specie mortale del 1995, dove una splendida Natasha Henstridge interpreta un’aliena, chiaramente quasi sempre nuda e disinibita, a caccia di sesso!

Species

Cos’altro dire? Senz’altro queste mie sono state soltanto parole in libertà piuttosto irriverenti nei confronti del cinema di SF che pur amo profondamente (ma che gusto c’è se ogni tanto non si prendono in giro i propri miti?), e l’argomento potrebbe davvero diventare la tesi di laurea di qualche giovane studioso interessato ad approfondire la moda galattica!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna