Legend di Ridley Scott

La trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli sembrava aver riportato finalmente in auge il filone Fantasy-eroico e avventuroso. "Sembrava" perchè purtroppo non le hanno fatto seguito molti film dello stesso livello. Per fare alcuni esempi recenti, il remake di Scontro di Titani l'ho trovato abbastanza deludente, così come in precedenza la trasposizione cinematografica del primo romanzo di Eragorn o quella del ciclo di Narnia, che mancano dello spessore necessario per essere annoverati fra i film da non dimenticare. Film che non riescono a ritrasmettere l'atmosfera dei libri dai quali sono tratti. Molto ben fatto invece Stardust, dal romanzo di Neil Gaiman, da vedere già soltanto per la splendida caratterizzazione offerta da Robert De Niro. Non male Inkheart e Il risveglio delle tenebre, ben fatto anche La bussola d'oro, che per strane ragioni di mercato, non avrà seguito, davvero un peccato (si tratterebbe di una trilogia, se non lo avete ancora fatto, procuratevi in forma cartacea i due capitoli seguenti). Da ricordare positivamente anche Dragonheart, del 1996. Quindi, in attesa de Lo Hobbit che da ultime notizie slitterà al 2011-2012 per l'abbandono della regia di Guillermo del Toro (si mormora che forse la regia dei due film previsti verrà rilevata da Peter Jackson) facciamo un bel salto indietro e cerchiamo di fare il punto su quelle che sono state alcune pietre miliari del genere... ma forse è solo un' occasione per parlarvi di un paio di "vecchi" film che mi sono piaciuti particolarmente.

Ron Howard quelli della mia generazione se lo ricordano principalmente per il suo ruolo nei panni di Richie Cunningham nella fortunata serie televisiva Happy Days e prima ancora per la sua parte nel film American Graffiti. Ridendo delle sue disavventure col mitico Fonzie, mai avremmo pensato che da regista ci avrebbe regalato molti ottimi film. Fra i tanti, per restare in tema fantasy, vi parlerò di Willow, del 1988, da un soggetto di George Lukas. Si tratta di una bella favola, di quelle dove fra mille peripezie, alla fine ogni cosa va al suo posto. Una storia semplice, narrata in modo piacevolissimo e molto scorrevole, con il giusto pizzico di umore e ironia.

Willow

Il nano Willow (interpretato dal bravo Warwick Davis) sogna di diventare un grande mago, ma il massimo che riesce a fare, e a dirla tutta nemmeno tanto bene, è quello di cimentarsi in trucchi da baraccone in occasione di fiere e mercati, col solo risultato di non essere preso troppo sul serio. Ma la sua vita é destinata a cambiare, e succede come era ovvio aspettarsi, da un giorno all'altro. Molti sono i paralleli con l' Hobbit Frodo; ambedue sono costretti a confrontarsi con un destino molto più grande di loro, è proprio il caso di dirlo; e così come Frodo, anche il nostro nano si dimostrerà all'altezza della situazione... e scusate gli scontati giochi di parole.
Elora DananWillow dovrà infatti prendersi cura della piccola Elora Danan, la neonata che secondo una profezia sarà in grado di porre fine al malefico regno della regina Bavmorda (Jean Marsh). La perfida regina avvertita della nascita di un neonato che corrisponde a quello della profezia, la cerca per sopprimerla. La levatrice della piccola riesce a metterla in salvo (se così si può dire visto l'espediente alquanto rischioso) nascondendola in una improvvisata culla di rami affidata alle correnti del fiume.

Il caso vuole (ma io e voi sappiamo bene che è solo opera dell'autore, altrimenti il film finirebbe qui) che i figlioletti di Willow trovino la bimba e che lo stesso Willow venga incaricato suo malgrado di riportarla al popolo a cui appartiene, i Daikini. I follettiSulla sua strada egli incontrerà perfidi e pericolosi nemici ma anche insperati aiuti, come quello di due piccoli e strambi folletti o quello che gli verrà dal giovane Val Kilmer nei panni di Madmartigan, che sotto la scorza di disonesto ed egoista avventuriero, nasconde un cuore nobile e generoso. Quest'ultimo si innamorerà addirittura, per uno scherzo del destino (un sortilegio un po' maldestro) della figlia della regina, la guerriera Sorsha (Joanne Whalley) lanciata dalla madre sulle tracce della piccola. La principessa, affascinata dal bizzarro guerriero, chiaramente alla fine passerà dalla parte dei buoni. Il tutto è condito con inseguimenti a cavallo, su carri, scaramucce e battaglie fra soldati e ribelli, scontri con Trolls e magie più o meno riuscite del nostro eroico nano. E a questo proposito, non dimentichiamoci il grande mago Fin Raziel, imprigionato da un incantesimo nel corpo di un roditore; il nostro Willow mago maldestro, armato di una bacchetta magica che gli è stata affidata da una fata, gli farà assumere tutta una serie di identità "animalesche" prima di riuscire a riportarlo alla sua originale forma, che si rivelerà in fine essere quella di una fragile, anche se non tanto, vecchietta; è lei infatti l'unica persona in grado di opporsi alla regina-strega e lo farà in un finale che ricorda un po' lo scontro fra Gandalf e Saruman nella torre di quest'ultimo. A Gandalf andò male e anche Raziel avrà i suoi problemi, ma sarà il coraggio di Willow a risolvere la situazione. Se amate il genere, è un film assolutamente da vedere, se già lo conoscete, riguardatevelo, non vi farà male. Si avvale di semplici effetti speciali, ma è la prova che per una buona storia non sono necessari chissà quali mirabolanti trovate tecniche. Al film hanno collaborato in qualità di "Conceptual Artist" anche il grande Jean Giraud e Chris Achilleos.

Il castello di Bavmorda

Madmartigan
Fin Raziel

E parlando di buone storie, anche se non prettamente fantasy-eroico, benchè siano presenti tutti e due gli elementi, come non citare IsabeauLady Hawke, del 1985. Interpretato da una giovane Michelle Pfeiffer, di una bellezza mozzafiato e da un non meno affascinante Rutger Hauer, nei panni rispettivamente, ma forse non era necessario specificarlo, della dama Isabeau e dell'eroico Capitan Navarro, condannati fino alla morte a non poter coronare il loro amore, vittime di un sortilegio operato dal malvagio vescovo di l'Aquila, innamorato e non corrisposto dalla giovane donna. Costui suggella un patto col demonio per far sì che colei che non vuole essere sua, non sia di nessun altro. Ah... l'amore...!

Di giorno infatti la bella Isabeau è relegata nelle sembianze di uno splendido falco, mentre di notte tocca a Navarro trasformarsi in grande e selvaggio lupo nero. I due restano sempre insieme, vigilando a turno l'una sull'altro, riuscendo ad intravvedersi nelle loro sembianze umane solo nel momento di transizione, all'alba e al tramonto, per un fugace attimo. Il giovane ladruncolo Philippe Gaston interpretato dall'ottimo Mattew Broderick, si troverè suo malgrado (sembra una condizione abbastanza costante nei film del genere) a svolgere un ruolo determinante nella storia, facendo quasi da messaggero d'amore fra i due e trovando alla fine uno stratagemma per porre fine all'incantesimo, proprio quando tutto sembra ormai perso. Un bel film nel quale stona soltanto la colonna sonora di Alan Parson, troppo moderna per un film del genere. Un vero e proprio pugno nello stomaco... anzi, una botta alle orecchie. Ma ci si può passare sopra.

NavarroPhilippe

Dello stesso anno vorrei segnalare ancora Legend, di Ridley Scott, che vede il prode Jack (un giovane Tom Cruise) alle prese con le forze del male per salvare la bella Lili (Mia Sara) e il bianco unicorno da un crudele destino.

Lily e Jack

"Non c'è niente di più magico, finchè loro percorrono la terra, il male non può toccare i puri di cuore" spiega Jack a Lili indicandole gli unicorni poco prima che lei commetta un sacrilegio, toccandoli ...e venga poi rapita per adempiere ad un terribile compito, uccidere con le sue mani un unicorno, rinunciando alla sua innocenza e portando così il buio sulla terra. Ma il cattivo di turno, il Signore delle Tenebre, ha fatto i conti senza Jack, che non è disposto a starsene con le mani in mano. Anche lui come da copione verrà aiutato nell'impresa da un improbabile manipolo di eroi, formato da gnomi un po' distratti, folletti gelosi e altre creature da favola che si opporranno con l'astuzia alla indiscussa superiorità fisica del nemico, sfidandolo nel suo buio antro. Suggestive alcune sequenze come l'apparizione del Signore delle tenebre e il cambiamento di Lili da innocente e pura ragazza a promessa sposa del mostro durante una frenetica danza con un abito nero stregato che lei si ritroverà indosso alla fine della stessa.

Lily
Legend

Visto che stiamo andando a ritroso, perchè non citare anche la trasposizione cinematografica della saga di Conan, ben riportata nei due film Conancon Arnold Schwarzenegger, che ritroviamo anche in un ruolo in Red Sonja (1985), interpretato dalla allora statuaria Brigitte Nielsen.

I due film sono Conan il barbaro del 1982 diretto da John Milius e Conan il distruttore del 1984 di Richard Fleischer nel quale possiamo ammirare anche una Grace Jones nei panni della pericolosa guerriera Zula. Sono come dicevo due film a mio parere ben riusciti sulla saga del Cimmeriano uscito dalla fantasia di Robert E. Howard. Buone le storie e le caratterizzazioni dei vari personaggi che accompagnano il barbaro nelle sue avventure.

Un'altra assortita compagnia è quella che troviamo in Krull, del 1983.
Un'entità crudele, nota con il nome de "Il mostro" arriva sul pianeta Krull per conquistarlo, costringendo i due popoli che abitano il pianeta e che da anni lottano fra di loro, a unirsi per contrastare la comune minaccia. Il patto verrà sigillato da un matrimonio fra i figli dei regnanti. L'esercito del Mostro interrompe la cerimonia e rapisce la principessa. Sarà il principe Colwyn, interpretato da Ken Marshall, a partire alla sua ricerca, accompagnato da una banda di avventurieri e guerrieri. A metà fra il fantasy e la fantascienza, non ebbe molto successo, probabilmente anche per gli ingenui effetti speciali. Comunque un film interessante.

 

Krull

Saltiamo di nuovo in avanti... The Princess Bride, in italiano La storia fantastica, del 1987. Sceneggiatura di William Goldmann.
Anche qui non si può parlare di fantasy eroico, ma siccome a me é piaciuto molto, dovrete sorbirvelo. Peter Falk nei panni di un nonno molto in forma, racconta al nipotino malato (all'inizio poco interessato ma poi sempre più preso dal racconto) la storia della bella dama Buttercup (in italiano Bottondoro) e del giovane stalliere Westley, che si giurano amore eterno. In cerca di fortuna, Westley lascerà il villaggio natìo e dopo alcuni mesi qualcuno porterà a Buttercup la notizia che egli è stato catturato e ucciso dal terribile pirata Roberts. Dopo 5 anni di lutto Buttercup si lascerà convincere a sposare un losco principe... ma poco prima del matrimonio verrà rapita da un trio di malviventi che apparentemente vogliono chiedere un riscatto al promesso sposo.

The Princess Bride

Il cattivo Vizzini è la mente del trio del quale fanno parte lo spadaccino Inigo Montoya e il gigante Fezzik. Il pirata Roberts farà inaspettatamente la sua comparsa all'inseguimento dei rapitori, dando il via ad una serie di situazioni fra il comico e l'avventuroso, con diversi colpi di scena e cambi di schieramento e rivelazioni più o meno scontate. Un film divertente con ottimi caratteristi, Inigo Montoya (Mandy Patinkin) ad esempio, grande spadaccino spagnolo alla ricerca dell'assassino di suo padre, un misterioso cavaliere con 6 dita per mano, ci martellerà con un tormentone che fa più o meno così:"Salve, io sono Inigo Montoya, tu hai ucciso mio padre, ora sarai tu a morire......." per tutta la durata del film, fino all'immancabile lieto fine.

Inigo Montoya

E volendo dare un senso a questo articolo, cosa è che hanno in comune tutti questi film? Chiaramente, sono il bene che trionfa sul male, l'amore che permette di superare ogni ostacolo, i cattivi (o comunque almeno alcuni di loro) che diventano buoni e persone comuni che affrontando le loro paure riescono a sconfiggere le avversità innalzandosi al ruolo di eroi. Certo, nulla di nuovo o particolarmente originale, ma è proprio questo il punto.
Perchè per sfuggire alle incertezze del nostro tempo e ritrovare una speranza di ottimismo, non ci servono certo film su catastrofi naturali o profezie di apocalisse, tantomeno sadici vampiri assetati di sangue o zombie assassini e inutili splatter, destinazioni finali, svolte sbagliate o la certezza che qualcuno sa cosa abbiamo fatto l'estate scorsa e ce la farà pagare. Abbiamo solo un disperato bisogno di film a lieto fine e più precisamente, delle care, vecchie e rassicuranti favole, della piccola Cappuccetto Rosso che trionfa sul Lupo Cattivo, anche se la nonna dorme ignara e il cacciatore ha finito le munizioni...

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