ET3

L’ultima vera Vespa.

Vespa, già il nome ci porta in un mondo che è oramai patrimonio collettivo di noi italiani, la sua storia è ben nota ed i suoi innumerevoli modelli hanno accompagnato più generazioni.
Il settore collezionistico della Vespa conta un elevato numero di appassionati che ben è espresso anche dai numerosi Vespa club sparsi in tutta la penisola; non c’è città che non abbia visto un raduno di vespisti scorrazzare per le sue strade.
Oltre ai collezionisti veri e propri vi sono moltissime persone che posseggono una Vespa, magari tenuta ancora dai tempi dell’acquisto, in disuso in un angolo del garage, ma conservata gelosamente: in fondo è pur sempre una Vespa non un oggetto qualsiasi…!

Voglio ora dire di un modello particolare di Vespa: la 125 Primavera ET3.

Negli anni ‘50 un modello di Vespa ebbe particolare successo, la GS (gran sport) 150, comunemente chiamata “Vespone”; il decennio successivo il ruolo di protagonista spetta alla piccola Vespa 50, che nella versione “Special” (faro quadrato e cambio a 4 marce) arrivò alla sua apoteosi. Gli anni ‘70 vedono nascere il fenomeno 125 Primavera, una delle Vespe più amate in assoluto ed in particolare la sua versione più “pepata”, la ET3. Uno dei motivi del suo immediato successo fra i giovanissimi fu il binomio leggerezza e praticità delle Vespe piccole abbinato a prestazioni da Vespa grande.

La nuova Vespa 125 del 1965 nasce dalla scocca della Vespa 50, diventa poi Primavera nel 1967.
È considerata tutt’oggi un esempio di eleganza estetica con le sue linee pulite e l’equilibrio fra peso e dimensioni, già dalla sua uscita piace, è piccola, maneggevole, tanto che le ragazze la guidano tranquillamente, è facile anche da mettere sul cavalletto ma rimanendo una Vespa si può caricare come un mulo e far marciare per ore.

Ecco che nei primi mesi del 1976 la Piaggio mette in vendita, senza nessun annuncio pubblicitario, la nuova versione della Primavera la ET3.
Esteticamente pochi i particolari a differenziarla: la marmitta a siluro al posto del “padellino”, la chiave di contatto, le strisce adesive laterali e una maggiorazione del fanale posteriore. Più sostanziali le modifiche del motore, che di fatto ne aumentano le prestazioni.
La Primavera raggiungeva gli 85 km /h mentre la ET3 superava i 92 dichiarati dalla casa; anche lo scatto, per la gioia dei giovanissimi, migliorò sensibilmente.
Oggi questi dati possono far sorridere ma per i ragazzi di allora equivaleva a toccare la luna.

Gli esemplari della ET3 prodotti sono 144.211, non molti a dire la verità, fra il 1976 e 1983.
Allego questa utile tabella dove vengono evidenziati le produzioni annuali in base al nm di telaio.
La prima ET3 parte dal numero di telaio 1101.

1976 dal - 1101 - al - 8925

1977 dal - 8926 - al - 26810

1978 dal - 26811 - al - 51703

1979 dal - 51704 - al - 76045

1980 dal - 76046 - al - 100260

1981 dal - 100261 - al - 129919

1982 dal - 129920 - al - 144679

1983 dal – 144680 – al - 145312

Entriamo ora nello specifico della mia collezione ET3 ...solo ET3.

Pochi anni fa ritrovai casualmente la persona a cui vendetti la mia Vespa ET3, erano passati ormai più di 20 anni e rimasi sorpreso quando mi disse che la conservava ancora, non solo, ma che ne aveva anche sempre pagato il bollo (molte vespe sono state radiate d’ufficio proprio per il mancato pagamento della tassa di proprietà). Al suo invito di andarlo a trovare per farmela ammirare seguirono giorni di “pensieri fissi”; riuscivo solo a pensare a me sedicenne e alla mia Vespa e a tutto quello che passammo assieme!

Ricordo molto bene le lacrime, causate dal vento che forte abbracciava la mia faccia per la “folle” velocità, che scorrendo ai lati degli occhi si perdevano nei lunghi capelli (aimè … oggi solo un ricordo appannato da una calvizie incipiente) oppure l’abilità che doveva avere anche il passeggero posteriore, per seguire con il corpo i movimenti del pilota. Quando andai a trovarlo e rividi la “mia” Vespa così ben tenuta, non vi nascondo che ebbi veramente un moto di commozione credo che il collezionismo, oltre a un amore e passione per alcuni particolari oggetti, sia anche un ritrovare quelle emozioni, così forti, che abbiamo vissuto in gioventù.

Dapprima, un poco divagando, accennai al fatto che se avesse avuto intenzione di rivenderla avrei valutato la possibilità di riprenderla sempre che il prezzo fosse accettabile, eh che diamine...!
Non aspettai nemmeno la sua risposta mentre parlavo mi sentivo ridicolo a voler fare sia l’indifferente che l’eventuale affare praticamente mi lanciai in una accorata preghiera cercando di convincerlo a restituirmela e questo mentre ero intento a leggere il libretto di circolazione che portava il mio nome invaso da ricordi di odori e sensazioni gli avrei dato anche un miliardo.
Passarono 6-7 mesi, si decise a rivendermela, e tutto sommato trovammo soddisfacente entrambi la parte economica finalmente la mia Vespa era tornata da me!!!
Riportata al suo antico splendore con una efficace ripulita iniziai ad usarla, alcuni amici o persone incontrate per caso, vedendola , sovente commentavano che sì, era bella, ma quella, di un particolare colore che loro avevano avuto, lo era di più.

Fu allora che decisi di trovare e collezionare ET3 dei principali colori prodotti.

La ET3 venne presentata nel colore blu jeans, una carta da zucchero appena scura abbinata ad una sella in skay finto jeans.
Questa sella non ebbe molti estimatori venne infatti dopo poco sostituita con la classica nera, anche il colore blu jeans venne usato per pochi esemplari ; è la ET3 di più difficile reperimento, corrisponde fino al numero di telaio 7735, praticamente le prime 6634 prodotte, tutte del 1976, come facilmente si può verificare confrontando la tabella su riportata.

L’esemplare che vedete nella foto che segue (la seconda), ha il numero di telaio 1340, una delle prime, la stessa targa differisce per i soli ultimi due numeri da quella del mezzo provato da motociclismo per il reportage su motociclismo del settembre 1976.

Certamente si può obiettare che una qualsiasi ET3 prodotta possa essere riverniciata di qualsiasi colore, ma questo esula dal vero concetto di collezionismo, che deve animare il collezionista anche per una ricerca storica oltre il semplice possesso, concetto che possiamo espandere a tutti i tipi di collezionismo.
I primi esemplari, anche se non solo blu jeans, hanno almeno due particolari successivamente modificati o cambiati.

Cambiati nel caso delle leve della frizione e freno, che almeno fino al 1977 (visti personalmente dei conservati) montavano quelle della ”Rally” 200, poi leggermente maggiorate modificato nel caso del bloccasterzo che fino al 1978 era di forma ovale poi fatto rotondo.
I colori successivi furono blu marine (credo il colore più diffuso), il chiaro di luna (metallizzato) e per gli ultimi due anni di produzione il rosso. Vi sono anche alcuni esemplari biancospino, probabilmente per riprendere un colore di successo della primavera e, negli ultimi anni un celeste aviazione.

Ecco le foto dei miei esemplari:

La blu marine, la mia Vespa conservata , ripulita e ritoccata in pochi punti.

Blumarine

La blu jeans, restaurata con sella rifatta con tessuto skay jeans originale. (che è la cosa più difficile a trovare).

Blue Jeans


La chiaro di luna stupendamente riverniciata esce tutta la sua eleganza .

Chiaro di Luna

La rossa un esemplare conservato in maniera eccezionale, mai smontato.

Rossa


Vorrei concludere con una piccola disamina sui prezzi di acquisto di una ET3, basati esclusivamente su mie dirette esperienze personali.

Negli anni 90, con molti esemplari ancora in circolazione era facile trovare un ET3 con 300 mila delle vecchie lire, nel 2002-2003 occorrevano 500-600 euro. E' nel 2006 -2007 che si assiste a un vero e proprio boom di richieste di ET3; in poco tempo i prezzi si stabilizzarono intorno ai 1500/2000 euro ma vendendole relativamente facile a queste cifre il ”mercato“ pensò bene di spostarsi ancora avanti naturalmente senza mezze misure (come va di moda oggi) a mille euro alla volta!!
Nel 2008 ho notizie di esemplari venduti a 3000 euro, ed un pezzo conservato, veramente bello e mai smontato, l’ho visto preso a 2200 euro due mesi fa ma basta dare un occhiata a Ebay per vedere prezzi dai 4000 ai 5000 euro che francamente mi sembrano esagerati e rischiano di creare stagnazione nel mercato, mercato che sempre più impazzito (soprattutto se consideriamo che non sono vespe rarissime e introvabili o pezzi unici) deve confrontarsi con la miopia del “quanto vale” piuttosto che con quanto effettivamente sia vendibile.

Va anche detto che nel caso di un restauro professionale facilmente ci avviciniamo ai 2000 euro; la mia opinione è che una bella ET3 3000 euro li valga tutti.
Una ultima nota: la 125 Primavera ET3 è considerata da molti cultori del mito Piaggio l’ultima vera Vespa.

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