I signori della guerra ovvero la guerra dei signori.

Battaglia

Questo curioso volume, edito dalla Quadragono libri nel 1975 rappresenta uno dei tanti esempi di libri con illustrazioni a corredo, in cui l'allora misconosciuto disegnatore doveva semplicemente integrare il testo. Non è una rarità, allora perché ne parlo? Per due motivi:
il primo è che il disegnatore era Dino Battaglia, uno dei grandi fumettisti italiani, l'altro è il volume in sé e per sé.
Infatti i testi di Cesare Della Pietà ci presentano il mondo delle guerre dell'Europa dell' '800, condotte dai nobili sulla pelle del popolo in maniera abbastanza particolare, spogliandola di quell'aura di mito che normalmente riveste questo periodo storico, in cui gentiluomini si battevano per l'onore e per la gloria.

Cosa che effettivamente succedeva, ma l'autore ci ricorda anche questo valeva spesso solo per i nobili, in maniera trasversale alla nazionalità. Ricorda generali che hanno servito ben più di una patria, condottieri che preferivano il saccheggio alla battaglia con il nemico e che soprattutto, alla fin fine come sempre accade, poco importava chi vincesse... ai nobili non importava che comandassero questi o quelli, i privilegi venivano mantenuti mentre al popolo cambiava ben poco se venivano sfruttati dai francesi o dagli austriaci, tanto per dirne due. Naturalmente non si tratta certo di un'opera senza pecche, ma che merita comunque una attenta occhiata.

Toffe Topolino Elah

Allegati

La Elah, famosa ditta produttrice di caramelle, fu una delle prime in Italia a credere nel personaggio Disney di Topolino.
Infatti più di una promozione pubblicitaria si basava sul topo più famoso del mondo.
In particolare questa, del 1935, merita due parole non tanto per il valore collezionistico, quanto per il contenuto.
Infatti dentro la busta che potete vedere in foto erano contenute una mappa delle colonie, delle bandierine e un opuscolo che presentava queste territori.
In pratica era una vera e proprio propaganda coloniale.
Sarebbe impensabile vedere ai giorni nostri legare un personaggio Disney con una politica di conquista.
Ma evidentemente all'epoca non vi furono considerazioni sull'aspetto “politicamente corretto” di questo legame pubblicitario.

Mappa

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