Iber 1Una bella ragazza sfreccia a tutta birra in una macchina sportiva, flirtando allegramente per telefono col pilota di un Jet che vola a velocità supersonica sull'oceano. Ce ne sarebbe da ritiro immediato di patente e brevetto per tutti e due, o almeno una multa per guida spericolata...

Ma per loro fortuna siamo solo sulle pagine dell' Intrepido, è il 1972 e si tratta delle prime vignette di "Iber", serie di fantascienza di Antonio Mancuso, disegnata da Antonio Toldo.

Pubblicata dal numero 21 del 1972 al numero 8 del 1973, la serie ci porta negli allora futuristici anni '90.

Alla fine del XX secolo, i più grandi scienziati della terra sono stati ibernati al polo nord e vengono risvegliati a piacimento quando occorrono i loro servigi. Tutto questo per il cosidetto bene dell'umanità. Una bella cattiveria, non c'è che dire!

Mi pare quindi ovvio che quando a causa di una catastrofe naturale i cervelloni ritrovano la libertà, si rivoltino poi contro coloro che li hanno imprigionati. Ci troviamo quindi nella situazione "Iber" contro il resto del mondo.

Chi sono i buoni? Chi i cattivi? Qui il ruolo è tutto da discutere ed è anche uno dei fili conduttori della serie. Ad ogni modo, gli scienziati che vogliono vendicarsi, verranno contrastati dalla "Squadra Nemo", capitanata da Alain Delon... pardon, dal Capitano Mank, sotto la supervisione del Dottor Ussel, ex Iber cattivo, ora Iber buono. Della partita anche il giapponese "Sumo".

Dall'altra parte troviamo il colonnello Maurizius, che organizza la sezione "bellica" degli Iber. La sfida fra le parti è ricca di colpi di scena. Gli Iber hanno subito delle mutazioni genetiche, una di queste fa si che quando essi muoiono si sciolgano in acqua, ma siccome si sa che il cervello non è acqua ( o almeno non prima che si sciolga), hanno studiato un modo per trasferire la loro personalità nel corpo di chi malcapitatamente si trovasse a tiro di schioppo mentre loro tirano le cuoia  (lo fanno infatti tramite una speciale pistola). Questo capita prorio alla povera Alga, di cui si parlava sopra e che altri non è se non la fidanzata del capitano Mank. Quest'ultimo sarà quindi costretto ad ucciderla, una delle tante tragedie che il povero pilota dovrà fronteggiare per tutto il corso della serie.

Mank wheelingpaths      

Ristampata parzialmente in formato librettino, 8 numeri, 2 episodi per numero, 96 pagine in bianco e nero con tavole rimontate per adattarle al formato di circa 12x17 cadenza semestrale e poi trimestrale dal 1973 al 1976, supplemento al Monello. Le copertine dei primi 4 numeri sono di Walter Molino. Eccoli qui di seguito:

Iber

La guida al fumetto italiano di Gianni Bono riporta anche una seconda pubblicazione nell'intrepido, dal numero 28 al numero 51 del 1986, non so se si tratti di un seguito o di una ristampa, informazioni a riguardo sono ben accette.

Una serie per quei tempi interessante, una delle mie preferite, complici anche i bei disegni di Toldo che per le fattezze dei suoi personaggi prende volentieri spunto da attori e personaggi conosciuti di quel periodo.

Sumo Wheelingpaths

Nemo wheelingpaths

La serie è stata pubblicata anche in Francia verso la fine degli anni '70 col nome di Hiber sulla rivista "Atémi" .

HiberLa serie di 8 numeri si reperisce abbastanza facilmente e pur non essendo completa, vale la pena di procurarsela, 4-5 Euro a numero, completa va dai 30 ai 40 Euro. Quasi quasi vado a caccia di intrepido... perchè confesso che non ricordo come va a finire... Prossimamente aggiornamenti...

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