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Nei miei ricordi fanciulleschi, un personaggio è rimasto lì, fermo nel tempo.

Quando bambino mi immedesimavo in molti eroi di carta, i fumetti per me non avevano segreti, un mondo in cui mi muovevo entrandovi direttamente. Poco importava se conoscevo o meno i disegnatori, gli autori dei testi, prime edizioni o ristampe, erano compagni di viaggio, e non ci fermavamo mai.

Poi in età matura ho affinato tutte le qualità del collezionista di fumetti moderno, stato di conservazione degli albi, varie edizioni, rarità, mode e non ultima la soddisfazione del “io so” “ io ho”.

Ma il viaggio no, quello era finito da tempo, o meglio nel mio prosieguo non avevo più nessun compagno.

Poi un giorno, dopo essermi girato indietro per l’ennesima volta, ho visto nella mia memoria un puntino rosso ed uno più piccolo giallo.

Nel fermento artistico dei primi anni del ‘900, Picasso inizia ad esprimere la sua nuova e forte visione creativa, Modigliani con le sue linee spregiudicate esegue veloci ed intensi ritratti, il poeta Filippo Tommaso Marinetti avviò a Milano il movimento del futurismo italiano, due nuovi mezzi di comunicazione muovono i primi passi: il cinema e il fumetto.

In USA nel 1917 entra nelle scene un giovane attore, appena ventenne, Buster Keaton che rimarrà nella storia del cinema come indimenticabile maschera, destinata a diventare un mito.

Come maschera e mito sarà destinato a diventare un personaggio, disegnato su carta, creato da Sergio Tofano, in arte STO.

Il Signor Bonaventura nasce dalla fantasia di STO, artista poliedrico, attore, regista, disegnatore, poeta e versatile umorista. Fu il corriere dei piccoli, supplemento a colori per bambini del corriere della sera, a chiedere a STO un nuovo personaggio.

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Con un segno fatto di linee semplici ed eleganti creò questa figura, dalla caratteristica marsina e bombetta rossa, i larghi pantaloni bianchi e il fedele cane bassotto giallo.

La sua prima comparsa avvenne il 28 ottobre del 1917, sul numero 43 del corriere dei piccoli.

Il fumetto si presentava a tutta pagina, divisa in otto vignette, ognuna delle quali riportava in didascalia i testi. Testi scritti dallo stesso STO e composti da distici (strofe di due versi) di ottonari (versi di otto sillabe metriche) a rima baciata. (http://www.teche.rai.it/multiteca/radio/1000/tofano.ram)

L’ottonario è stato definito ‘il verso più appiccicoso della lingua italiana ‘ perché la sua accentazione non ti si leva più dalla testa, molto usato nelle filastrocche. Le storie di Bonaventura seguivano sempre lo stesso copione, una disavventura iniziale del protagonista si trasformava in un beneficio per qualcun altro, che poi ringraziava sempre con una banconota da un milione grande come un lenzuolo.

Il fedele compagno di Bonaventura è un cane bassotto giallo, sempre presente nelle sue avventure. Altro comprimario è il bellissimo Cecè figura presa, come omaggio, da un personaggio di una commedia di Pirandello del 1913.

I testi di Bonaventura, come detto sempre in rima, utilizzavano un linguaggio molto forbito e aulico, non esente da intenti morali e educativi, a fronte di storie e disegni molto semplici, questi ultimi comunque eleganti nelle loro linee morbide.

Un disegnatore che dirà di se stesso ‘ho usato più la gomma che la matita‘.Il Signor Bonaventura ha affascinato e accompagnato generazioni di fanciulli, uno dei fumetti di maggior successo della prima metà del ‘900.

Cessò negli anni 60, fu ripreso negli anni 80 da atri disegnatori che simpaticamente per tenerlo al passo coi tempi, cambiarono un milione con un miliardo, e lo stesso riportato ancora al milione di euro recentemente.

Ed ecco che quei puntini colorati si sono trasformati in una figura dinamica ed elegante, discreto compagno di viaggio che non mi ha mai lasciato.

Adesso continuiamo questo viaggio immedesimandoci nel suo autore, Sto, per meglio entrarvi usiamo dei versi distici di ottonari in rima baciata.

“ qui comincia l’ avventura

del signor Bonaventura….“

Sono nato a Roma il 20 agosto 1886 da famiglia di origini napoletane, educato all’amore per la libertà, la giustizia, l’arte.

Mi son laureato in lettere con tesi insolita di argomento teatrale “del brillante nell’arte”. Con me il brillante abbandonerà i toni smaccati e appariscenti per trasformarsi in qualcosa di più elegante di raffinato, diventerà commentatore distaccato dell’autore. Io attore, direttore, scenografo, costumista, col mio repertorio leggero ma di gusto mi inserisco nel mio tempo in sintonia con gli eventi e con occhio rivolto al futuro.

Grande importanza ha per me il trucco per l’attore è pitturando il mio volto con i tratti caratteristici del personaggio (la maschera dipinta di Bonaventura) che realizzo di lui una pittura mentale che mi porta a scoprirne l’animo. (http://www.sto-signorbonaventura.it/Html/person.html)

Nel 1917 mi scopro disegnatore e caricaturista e per il “Corriere dei Piccoli” nasce il Signor Bonaventura che attraversa la realtà raccontandola con chiave ironica ed umorismo.

Oggi le mie prime tavole le puoi vedere al mufmag http://www.mufmag.it

Il signor Bonaventura lo porto in scena con sei commedie musicali da me scritte, dirette e interpretate negli anni che vanno dal 1927 al 1953.

Diventa un film nel 1941 Cenerentola e il signor Bonaventura (con Paolo Stoppa, Silvana Jachino, Roberto Villa, Guglielmo Barnabò, Mario Pisu, Sergio Tofano, Rosetta Tofano, Mercedes Brignone, Tina Mannozzi, Teresa Palazzi) di cui io sono il regista, una commedia/favola.

Film Personaggio film

Il Morandini:

Dopo aver sposato il Principe Azzurro, Cenerentola è perseguitata dalle cattive cugine che riescono a farla cacciare dal re. Un po' esile con scene suggestive. Sta in piedi per merito di S. Tofano e della sua magia leggera. E, con Gian Burrasca (1943) una delle due regie cinematografiche del grande attore. Come ha detto Antonio Faeti, “Bonaventura è un ossimoro vivente Imprendibile e atemporale, Bonaventura si diverte a mescolare le carte, produce strani giochi di prospettiva, fa convivere re da operetta e aerei, Cenerentola e automobili – abituando così i bambini a navigare liberamente nel tempo ed a sentire il presente e il passato come un bene unico da conservare intero.Dietro tutto questo, si sa, c’è la modernità da tutti i critici sempre attribuita al suo autore, STO, teatrante e artista multiforme, uomo di cultura raffinato, grande maestro di stile, eleganza e buon gusto che è sempre stato, fino all’ultimo, signore della tradizione e attentissimo osservatore della sua epoca.

 

Bonaventura lo porto a Carosello come protagonista pubblicitario (da me interpretato) per l’azienda tessile Lanerossi http://www.il-fantamondo.com/lanerossi.htm

Dal 1953 insegno all’Accademia di arte drammatica Silvio d’Amico a Roma, e poi la televisione le prime commedie e io divento “Firs” l’anziano maggiordomo de “il giardino dei ciliegi”.

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Le immagini inserite nell’articolo sono tratte dal sito STO curato da Gilberto & Samuele Tofano.

http://www.sto-signorbonaventura.it/Html/framesetg.htm

 

 

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