Agente speciale AlfaOgni volta che mi trovo a leggere qualche libro o fumetto finisco spesso per riconoscere situazioni e ambientazioni che risvegliano in me vaghi (o nei casi peggiori ben precisi) ricordi.

Penso sia normale, quasi inevitabile, vista la mole di produzioni che esistono nel mondo. E può fare anche piacere, quando si ha a che fare con produzioni valide e ben strutturate ispirate ma non copiate, riconoscere situazioni riconducibili a qualche altra opera, come un gioco, cercando di capire chi o cosa ha affascinato talmente l'autore al punto da inserire quel dato elemento all'interno delle proprie creazioni.

Ecco quindi prodotti che nascono nell'influenza figlia de “Il Signore degli anelli” o di “Blade Runner”, in alcuni casi divenuti a loro volta fonte di ispirazione per le opere future.
Pensiamo a fumetti nostrani come Dylan Dog e a quante delle sue storie trovano spunto da altri film o opere letterarie e attualmente riconosciute come pietre fondamentali di uno dei più originali e amati fumetti italiani.

Forse nessuno meglio di Nathan Never rappresenta in maniera esemplare questa situazione: l'ambientazione fantascientifica nasce indubbiamente da quella corrente di pensiero derivata dalla visione di un film leggendario come “Blade Runner”... Metropoli immense, angoscianti e tecnologiche abitate da uomini, mutanti e “replicanti”...

 

La metropoli

A fare da contraltare a queste ambientazioni, troviamo lande desolate colme di rottami in cui i Mad Max della situazione scorrazzano liberamente, anche se la natura spesso è ben più pericolosa degli uomini... infatti queste terre sono abitate e dominate da vari animali mutati, alcuni dei quali (i vermoni, successivamente rivisti magari in maniera ancora più feroce in film come Tremors) mi hanno strappato ben più di una lacrima causa i miei ricordi legati a Nuasicaa, grazie anche a storie figlie del capolavoro di Miyazaki. Figlie in senso buono sia chiaro, cioè storie che non vogliono copiare, ma ribadire l'anima naturalista e umana di Nausicaa.
D'altronde sono innumerevoli le opere, a partire da quelle di origine orientale e americano, ispirate a questi capisaldi della fantascienza mondiale, da Akira a Strange Days...

un "vermone"

Fattore comune, la forza come elemento dominante, la lotta come mezzo per la sopravvivenza.
E Nathan Never al centro della lotta, Marlowe fantascientifico ma umano, come tutti i personaggi Bonelli, con le proprie colpe, con i propri fantasmi e paure, ma sempre e comunque eroe. Eroe perennemente in lotta con i malvagi, primo su tutti, per buona parte della serie, Aristotele Skotos, imponente e senza scrupoli che nelle fattezze ricorda Darkseid.

Tra tutti i comprimari della serie, svetta Legs, omaggio esplicito alla Ripley di Alien, interpretata e qui anche raffigurata da Sigourney Weaver. Diciamolo... li abbiamo amati per questo, anche grazie alle curve che hanno “aggiunto” (non mancano mai nelle protagoniste femminile, chissà come mai...). Una domanda che mi sono sempre posto, forse stupidamente perché penso che niente venga lasciato al caso in queste produzioni di alto livello, è proprio legata alle forme: è così importante nel fumetto la bellezza e la sensualità come succede nel cinema? Capisco dove l'eros è il protagonista delle vicende, ma negli altri casi risulta così fondamentale avere una (co)protagonista irresistibile? Deve riuscire comunque a sedurre il lettore? Perchè, se parliamo dell'eroe è necessario eccome... se è brutta il nostro protagonista non ci pensa nemmeno ad andarci a letto! Al massimo può cavallerescamente declinare qualunque attenzione :).

Alcuni dei protagonisti

Entrando in un’analisi più seria e approfondita credo vada riconosciuta a NN di essere una delle serie Bonelli che più di ogni altra ha appreso ciò che c'è di buono nei manga. E cioè personaggi ben caratterizzati, credibili, non semplici eroi di carta, ma umani, con un mondo che evolve con loro, cambia con storie, personaggi e ambientazioni che progrediscono nel tempo. Un mondo vivo e vitale insomma. Amore e rispetto per la cultura orientale ampiamente dimostrata anche nel ciclo di storie “kung-fu style”, in ricordo e omaggio di tutte quelle pellicole di Bruce Lee & Co. che hanno allietato le nostre spensierate giornate di giovinezza ( lacrimuccia nostalgica).
Anche graficamente NN si discosta abbastanza dallo standard bonelliano, con personaggi più muscolari, quasi alla Kirby, ma con trovate grafiche e non solo, di scuola “Miller- iana”.
Per quanto riguarda tutte le altre scelte grafiche risulta veramente difficile assegnare una qualche iniziale ispirazione a chiunque essendo oramai radicate nell'immaginazione pubblica, anche se penso di poter dire senza timore di smentita che i padri del look tecnologico siano i manga, con i mech prodotti in catene di montaggio degne di Patlabor, alle moto ultrasofisticate di Akira e il metallo come elemento dominante delle strutture presente in pratica in ogni produzione di fantascienza.
Tecnologia sempre al centro dell'attenzione, a volte pure protagonista delle storie, magari neanche sempre realistica, ma sempre credibile. Insomma non aspettatevi, a parte pochissime eccezioni, inserite spesso più che altro a carattere ornamentale, soluzioni barocche o assurde, Flash Gordon è lontano e dimenticato!
Vorrei chiudere questa mia piccola dissertazione, che è anche un omaggio ad uno dei personaggi del fumetto italiano che come pochi ha saputo regalarmi emozioni fantastiche, e che proprio per questo amo parlarne, parlando di un altro degli elementi imprescindibili di NN... lo spazio!
Per fortuna oserei dire, si sono evitate ambientazioni alla Star Wars, non perché non le apprezzi ma perché una scelta più vicina ad una SF più matura e vicina a mostri sacri come Star Trek risulta sicuramente più adatta al resto del mondo di Nathan Never.

 

un'astronave

Astronavi spaziali, stazioni orbitali, ma non Jar-Jar! ( e qui il “per fortuna” di prima diventa d'obbligo)...
E poi una delle invenzioni che più hanno influenzato la MIA fantasia, frutto di ispirazioni prese qui e là e mescolate sapientemente... i tecnodroidi.

 

Tecnodroidi

Non sono Borg, sono meglio!! Aggiungete un pizzico di Alien e un pizzico di qualcos'altro e avrete gli indiscussi protagonisti dei primi “NathanNeveroni”, da me considerati l'apice di questa serie... splendido affresco decadente e oscuro di un futuro alternativo a quello presentato da Terminator.
Una saga storica. Se non l'avete mai letta procuratevela.

 

Dettaglio da copertina di Nathan Never gigante

Che altro aggiungere? Solo una cosa: buona lettura!!

 

 

 

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