il guaio della grande famiglia umana è che tutti vogliono essere il padre "Il guaio della grande famiglia umana è che tutti vogliono essere il padre"

“Siamo noi a farci la nostra vita, o è la vita a disfarci?” così si rivolge a noi lettori adulti un piccolo, acuto, grillo parlante, parlando alle coscienze che hanno messo da parte ideali e valori coltivati da ragazzi, pace, libertà, uguaglianza, solidarietà. La piccola e linguacciuta Mafalda, come tutti i bambini della sua età, è convinta che per gli adulti sia facile intervenire per cambiare le cose.
Siamo in piena guerra fredda (conflitto non bellico tra gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO, e l’URSS e gli alleati del Patto di Varsavia), il 1964 è l’anno della guerra del Vietnam per gli americani, della nascita dell’OLP, del Nobel per la pace a Martin Luther King, e in Argentina a Buenos Aires nasce Mafalda.

Mafalda ha il nasino a pallina e gli occhi come due semplici puntini neri che solo quando esprimono interesse o perplessità sono circondati da cerchi che ne accentuano l’espressività. Le strisce di Mafalda possono essere il semplice dialogo di due personaggi su sfondo bianco o possono essere affollate di figure, ambientazioni e nuvolette o essenzialità estrema il buio le nuvolette e gli occhi.


occhi

Mafalda non si tuffa in scenari fantastici, Mafalda è inserita nella sua epoca e le sue vignette ci offrono la visione della società Argentina e della storia mondiale.

Epifania...

Mafalda però rimane sempre attuale anche per le nuove generazioni e la risposta di ciò la dà il suo autore Quino (Joaquín Salvador Lavado ) in un’intervista a Wuz

"Mafalda è figlia del mio ambiente familiare. In particolare di mia nonna comunista, che mi strapazzava perché amavo il cinema musicale americano (Bing Crosby, Sinatra). La nonna mi cancellava le illusioni, ricordandomi che in Spagna c'era Franco, in Portogallo Salazar, per non parlare dei regimi militari dell'America Latina.
Eppure ci fu un momento, nei tardi anni Sessanta, in cui pareva che tutto potesse cambiare in meglio. La musica dei Beatles era l'emblema di quella speranza e io risentivo di quell'ottimismo: gli stessi furori di Mafalda erano voglia di cambiamento. Ora abbiamo un padrone e penso che i giovani non ci stiano: dovremo forse rimproverarli perché a differenza degli adulti, non vogliono impadronirsi del petrolio del mondo? [..]
L'inseparabile mappamondo di Mafalda! Ai suoi tempi si lamentava che gli faceva male il Vietnam, il muro di Berlino... Ora gli fa male l'Africa, L'Afghanistan"

..cinesi...

“Tutto esaurito!”, a soli quindici giorni, dalla pubblicazione della prima raccolta delle vignette di Mafalda (1966), già uscite sui quotidiani. Senza bisogno di una vera e propria campagna pubblicitaria, è l’inizio del successo e dell’esportazione del fumetto che sarà tradotto in diverse lingue fra cui il cinese. In Spagna la censura franchista impose la dicitura" fumetto per adulti", mentre le strisce non sono mai state pubblicate negli Stati Uniti.


Mafalda in cinese

E’ nel 1968 che Mafalda è tradotta per la prima volta in un’altra lingua l’ Italiano. Le sue strisce appaiono nell’ antologia narrativa e di vignette edita da Feltrinelli curata da Marcello Ravoni e Valerio Riva il libro dei bambini terribili per adulti masochisti. E’ proprio nella campagna per il lancio del volume che fa la sua prima apparizione europea Mafalda, sulla pagina dei libri del corriere della sera.

prima strisce in Italia

Nel 1969 l’editore Bompiani pubblica il primo libro interamente dedicato a lei “Mafalda la contestataria” con introduzione redazionale non firmata intitolata “Mafalda, o del rifiuto”, scritta da Umberto Eco che di lei parlava in questi termini:
”In Mafalda si riflettono le tendenze di una gioventù irrequieta, che qui assumono l’aspetto paradossale di un dissenso infantile, di un eczema psicologico da reazione ai mass media, di un’orticaria morale da logica dei blocchi, di un’asma intellettuale da fungo atomico. Siccome i nostri figli si avviano a diventare -per nostra scelta- tante Mafalde, non sarà allora imprudente trattare Mafalda col rispetto che merita un personaggio reale”

La contestatrice Il Mago

Quando Mafalda appare in Italia sul finire degli anni sessanta in Italia un gruppo di ragazzini americani protagonisti dei Peanuts stanno rivoluzionando il panorama fumettistico del nostro paese. Charlie Brown e i suoi amici hanno ispirato la nascita del mensile Linus, che oltre alle strisce di Schulz, ospita il meglio del fumetto umoristico americano (Popeye, Krazy Kat, B.C. e Wizard of Id) . Spinti dal suo esempio nascono nuove riviste come Eureka (Andy Capp); Tommy; Off-Side (Sturmtruppen di Bonvi).Mafalda non darà il suo nome a nessuna rivista ma sarà la stella del mensile Il Mago edito da Mondadori che nel suo primo numero aprile 1972 avrà in copertina proprio lei Mafalda intenta a far girare il suo mappamondo.

 

 

 


Umberto Eco paragonando Charlie Brown e Mafalda dice: “Charlie Brown ha letto evidentemente i revisionisti freudiani e va alla ricerca di un'armonia perduta; Mafalda ha letto probabilmente il"Che".Ciò che fa la differenza tra Mafalda e Charlie Brown è il loro modo di porsi al mondo. I Peanuts cercano di adattarsi alla società opulenta di cui sono le creature. Mafalda rifiuta di integrarsi col mondo che la circonda, medita sulle contraddizioni della società e si arrabbia nel tentativo di salvare se stessa e i suoi compagni di giochi dalla deriva verso la quale l’umanità le pare sospinta.

..vita

Nel 1984 per i 20 anni di Mafalda viene allestita una mostra a Lucca16. Quino presente a Lucca per l’occasione, viene coinvolto in una simpatica messa in scena, sul palco del teatro del giglio. Un organizzatore della fiera in veste di novello Freud , legge una serie di domande a Quino sdraiato sul tipico lettino dello psicanalista, esplorando il rapporto fra lui e la sua piccola contestataria.

Marcello Bernardi (medico, pediatra ed educatore libertario) di lei dice:” Mafalda è una dichiarata, irriducibile, pessimista […..] E’ l’ideologa della rivoluzione totale. La sua critica non risparmia niente: né l’organizzazione sociale, né le alchimie politiche, né le leggi economiche, né la motorizzazione, né la polizia, né la scuola, né le istituzioni in generale. Freud disse che l’intelligenza di un bambino sano è sbalorditivamente più acuta di quella di un adulto medio - normale Quino è riuscito a dimostrarne inconfutabilmente la verità con una sola vignetta.
Laing scrisse che tutti i bambini nascono intelligenti e che poi, nel giro di quindici anni, diventano cretini come gli adulti per colpa dei loro educatori [….] Ma sempre con una vignetta, Quino ci fornisce la prova più macroscopica di questo triste fenomeno […] però è dalle domande senza risposta che nascono le rivoluzioni. “.

fare e disfare

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