The Kingdome Come
The Kingdome Come

Diciamolo subito: “The Kingdom Come” sta al mondo DC come “Marvels” sta al mondo Marvel. Non a caso entrambi sono disegnati da Alex Ross, storia di Mark Waid...
Ma ciò non toglie nulla a questo grande fumetto, che ci mostra gli eroi classici invecchiati, messi ai margini da nuovo eroi più spietati, ma apprezzati dalla popolazione stanca di vedere all'opera criminali impuniti.
Ma tutto questo non è destinato a durare. E quando questi stessi “eroi” si confonderanno con i criminali, la situazione diventerà insostenibile e la tragedia inevitabile. Grandissimi disegni, per una storia studiata nei dettagli, forse un po' commerciale, ma sarà impossibile rimanere impassibili. Così seguiremo il pastore Norman McCay nella sua scoperta del mondo dei superuomini, delle loro debolezze e delle loro battaglie. Un grande dipinto tutto da leggere!
 

 

Arkham Asylum
Arkham Asylum

Torniamo a parlare di Batman, questa volta la storia è di Grant Morrison, i disegni Dave McKean.
L'ospedale psichiatrico di Arkham è in rivolta. Chi potrà mai fermare la pazzia che dilaga tra i suoi corridoi se non Batman?
Torna il tema della follia legato a Batman, in maniera mai tanto cupa e feroce.
Questa volta nulla è insinuato. I suoi nemici e le sue nemesi sono racchiuse ad Arkham... e c'è posto anche per lui,
Scene cupe, le ombre che la fanno da padrone, in una battaglia senza esclusione di colpi.
I folli sono liberi, sono sovrani dentro le mura del manicomio e i normali sono diventati i pazzi.
Una nota particolare per i disegni, che trasudano da ogni vignetta il clima della storia, perfettamente adattate al luogo oscuro chiamato manicomio. Decine di film e videogiochi riprenderanno il tema, ma mai con tanta forza.
Cupa e oscura, una delle storie storiche di Batman, che insieme a “Killing Joke” rivoluzionano il personaggio dell'uomo pipistrello, rendendolo una volta per tutte “Il cavaliere Oscuro”.

Watchmen
Watchmen

Parlare adesso di Watchmen è come parlare di calcio in Italia.
Lo fanno tutti, dopo l'uscita del film omonimo, ma non si può parlare di letture consigliate senza nominare una delle opere fondamentali del fumetto mondiale, oltre che una delle più complesse.
Nato dalla mente di Alan Moore, realizzato dai disegni di Dave Gibbons, Watchmen ha rivoluzionato il mondo dei fumetti, togliendo ogni alone di gloria alle figure dei supereroi e rendendoli uomini ai margini della società, a volte psicotici a volte umani.
Ambientato in un mondo vicino a quello creato dalla guerra fredda e dalla paura dell'apocalisse atomica in cui si muovono queste figure particolari, supereroi (?) senza superpoteri (con una sola eccezione), in ambienti a volte brutali come quelli reali. E un finale che lascia stupiti.
Ma non pensate che sia facile da capire... Alzi la mano chi lo ha apprezzato alla sua prima lettura, saltando magari i testi che accompagnano l'avventura a fumetti...
Scordatevi di leggerlo velocemente. Potrete farlo ma vi lascerà l'amaro in bocca.... e allora vi ci riavvicinerete, leggendolo veramente, rendendovi conto che niente è superfluo, che anche le sequenze mute parlano, a volte urlano... e alla fine lo adorerete. Questo è Watchmen.

The Killing Joke
The Killing Joke

Ancora Alan Moore, ancora un capolavoro. Se “Il ritorno del cavaliere oscuro” ha riscritto la storia di Batman, questa ha completato il quadro, rendendo il Joker IL cattivo dei fumetti e Batman un personaggio più lontano che mai dalla figura che ricordiamo nei telefilm degli anni sessanta, quello con gli effetti sonori scritti a video a mò di fumetto (BANG, PAF, SDONG ecc. ecc.), ma assai vicina alla sua nemesi... Se Joker è un folle, non lo è forse anche lo stesso Batman? E la sua follia è forse inevitabile? Temi che nessuno finora si era posto e che da allora aleggeranno spesso attorno alla figura del pipistrello di casa DC, temi ripresi recentemente anche dall'ultimo film dedicato ad esso (“Il cavaliere oscuro”).
La “nascita” del Joker, la sua folle teoria sulla sua ancor più folle personalità, il tentativo di dimostrare che “non è colpa sua” e la incapacità di separarsi dal suo nemico quasi fosse parte integrante di sé stesso... in quella che è la storia forse più bella di Batman!

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