300

300
Ci sarebbe piaciuto scrivere qualcosa per invitarvi alla lettura di 300 di Frank Miller, ma le parole di Roberto Saviano sono un vero atto d’amore a commento di questa Graphic Novel. “'300', è tratto dal fumetto di Frank Miller, pubblicato qualche anno fa in Italia dalla Magic Press. Il fumetto è un gioiello. Uno di quei capolavori che ascrivi alla grande letteratura. […]Frank Miller, nell'enorme libertà visionaria con cui traduce Erodoto nel linguaggio yankee del fumetto, è riuscito a restituire la forza epica e il dato storiografico.” Vi invitiamo quindi alla lettura dell’articolo di Roberto Saviano sul suo sito.

Tavola di Miller
Un'altra tavola di Miller

MAUS

Maus… era come grande forno per pane” racconta Vladek, e io sento di non riuscire più ad andare avanti a leggere, i miei occhi scorrono meccanici su quel disegno schematizzato di uno dei 4 forni crematori di Auschwitz, eppure Art Spiegelman non cerca parole per commuovere, la sua narrazione appare priva di toni drammatici, rassegnata ed impotente di fronte alla barbarie più atroce, quella che anche gli occhi che hanno visto faticano a ricordare se non distogliendo i sentimenti dal racconto.

“Maus” la graphic novel di Art Spiegelman premio Pulitzer 1992 non racconta semplicemente la storia di Vladek e Anja Spiegelman, racconta il dramma della Shoa.

Racconta i tormenti di un figlio al pensiero d’utilizzare uno strumento che teme inadeguato, come il fumetto, per raccontare una tragedia di questa portata, e riesce invece a “dire l’impossibile attraverso la pietas artistica” (Moni Ovadia).

Artie racconta facendo sorridere, le manie del padre, ammette affranto, di fronte a Mala (la seconda moglie di Vladek) “papà in un certo senso lui è proprio la caricatura razzista del vecchio ebreo spilorcio”.

Maus ci narra il difficile rapporto tra un padre e un figlio, che trova un punto d’incontro nella storia di un popolo perseguitato, nel fumetto rappresentato come topi.
Sì topi sono gli ebrei e gatti i tedeschi, nella bella storia di Art Spiegelman.

“Maus è una storia splendida. Ti prende e non ti lascia più.
Quando due di questi topolini parlano d’amore, ci si commuove, quando soffrono si piange. A poco a poco si entra in questo linguaggio di vecchia famiglia dell’Europa orientale, in questi piccoli discorsi fatti di sofferenze, umorismo, beghe quotidiane, si è presi da un ritmo lento e incantatorio, e quando il libro è finito, si attende il seguito con la disperata nostalgia di essere stati esclusi da un universo magico”.( Umberto Eco)

mi sento piccolo Il forno
Padre e figlio
il bunker

Maus
Art Spiegelman Einaudi 14,45 Euro

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