Luigi

Qualche anno fa decisi di fare un ritratto al carissimo amico Luigi Marchetti.

Luigi teneva un banco di fumetti usati e d'antiquariato durante la manifestazione di Lucca Comics e in altre fiere di settore, oltre a girare per molti mercati in Toscana.

Ogni volta che lo andavo a trovare mi fermavo a lungo a chiacchierare con lui ed ad osservarlo mentre lavorava, il suo modo di fare con i clienti mi incuriosiva, addirittura mi intrigava la maniera che aveva di porsi. Molte volte facevo schizzi su un blocco cogliendovi delle sue espressioni, una in particolare ho scelto di  fissarla sulla tela, cioè il momento in cui il venditore, dopo aver dato  il pezzo richiesto al collezionista per la visione, guarda intensamente quest'ultimo cercando di coglierne il punto debole, probabilmente per poter condurre la trattativa con quanto più vantaggio possibile.

E' infatti l'Italico modo, diffuso in tutti i settori, di doversi sentire sempre più furbi sia che si venda che pure si compri; ma torneremo dopo su questo aspetto.

Nel dopoguerra iniziò la ricerca, lo scambio e l'acquisto dei fumetti da collezione, possiamo dire l'inizio del collezionismo, il cui Padre fondatore riconosciuto è Ezio Ferraro, il quale ha ben documentato questo periodo in particolare nel suo articolo sul numero 6 della rivista IF, che consiglio caldamente a chiunque voglia approfondire l'argomento. Nel 1965 si tenne a Bordighera la prima fiera dedicata al fumetto in Italia,  poi dall'anno successivo la manifestazione si trasferì a Lucca.

Nei primi anni la manifestazione si svolgeva nell'atrio del Teatro del Giglio, dove, ci dicono i resoconti dell'epoca, i primi timidi collezionisti vi giungevano con borse piene di fumetti, pronti a scambiare ed acquistare e naturalmente a conoscere gli altri appassionati. Anche gli aneddoti e i racconti ci danno una descrizione del periodo, come di quel signore che, affacciatosi nell'atrio e vedendo tutti quei fumetti esclamò: -Ma li ho anch'io in soffitta questi giornali!- e tutti i presenti uscirono per andare a vedere la soffitta in questione.

Possiamo dire che il precursore di tutti i mercanti di fumetto d'antiquariato è stato Arduino Brizzi, il famoso “Toscomercante”. Lui e S.De Miceli, grandi commercianti, grandi appassionati, grandi conoscitori del fumetto sono stati negli anni 60/70 i punti di riferimento per tutti i collezionisti Italiani.

Nel 1972 la manifestazione di Lucca si spostò dall'atrio del Teatro al pallone pressurizzato montato nell`adiacente piazza. La stampa locale un poco ironicamente titolò: - “Un Mostro per la Mostra”. “I Marziani? No, sono i Comics di Lucca 8”.- All'interno del pallone vennero predisposti ben 50 stand per gli espositori, dai mercanti agli editori.

Ricordo all'apertura la torma di ragazzini (fra cui io appena di 10 anni, accompagnato da mio cugino più grande ) precipitarsi all'interno per accaparrarsi omaggi, albi, poster adesivi disegni e tutto quello che si poteva avere gratis. Qui ricevetti il primo albo di Zagor, con sopra il timbro “omaggio dell'editore”, che naturalmente conservo ancora gelosamente, timbro compreso!

Zagor

Gli adesivi negli anni '70 avevano particolarmente successo, eccone alcuni esempi in foto: della rivista “la bancarella” (forse dato alla presentazione del numero 0), dei personaggi di Quino, del “Male”, di Lucca Comics, di “Strix” la rivista fatta da donne del '78 e della scritta “Alan Ford” che ricordo attaccavo sulla cartella di scuola e mi pare ci fossero anche di colore rosso.

Adesivi

Nei primi anni del Pallone davanti l'ingresso erano posizionati dei tavolini, credo messi a disposizione dagli stessi organizzatori, per permettere ai privati, di solito giovanissimi, di poter esporre e vendere i loro giornaletti. Questa usanza è durata pochi anni, caduta in disuso sembra per le lamentele di coloro che esponevano all'interno.

In uno dei banchi all'esterno troviamo un giovane Luca Mencaroni, oggi uno dei maggiori esperti del  fumetto d'antiquariato, che poco tempo dopo si trasferì all'interno del pallone. Luca che già vendeva i suoi fumetti nel garage di casa da subito mostrò la stoffa del commerciante, racconto questo piccolo aneddoto che ci dà anche una piccola testimonianza della misura di quei tempi: era appena terminata  una Lucca Comics (non ricordo l'anno di preciso..) mio cugino voleva comprare il numero 1 di Kriminal, andammo allora nel garage di Luca il quale lo aveva e chiese una  certa cifra. Mio cugino,  ritenendola troppo alta, gli disse - “ Ma a Lucca Comics costava meno!”- E Luca rispose .- “Allora aspetta il prossimo anno che torni il pallone per comprarlo.”-

Anche Luca Mencaroni come molti altri a volte  timbrava  i fumetti,  retaggio di un uso condiviso della precedente generazione. Naturalmente  uno Zagor con il suo timbro lo tengo assieme allo Zagor di cui ho accennato sopra.

Mencaroni

Anche Giorgio Frugoli, noto mercante Lucchese del fumetto d'antiquariato, ha iniziato a vendere nel pallone di Lucca, così come lo stesso Sergio Pignatone (se ho capito bene così mi disse una volta ) ha fatto la sua prima mostra come venditore in una Lucca fine anni `70.

Ho citato loro tre ma sicuramente ve ne sono altri dello stesso valore, nati professionalmente in quel periodo. Tutti comunque accomunati dalla stessa radice, cioè la formazione di una cultura fumettistica che aveva nei mentovati Brizzi e De Miceli i loro Maestri, i quali a  loro volta eredi dei primi collezionisti del dopoguerra. Frigidare, Comic Art, Orient Express ,Valvoline, Metal Hurlant, Martin Mystere e Dylan Dog, eccoci negli anni '80, dove nel mondo del fumetto sembrava aprirsi uno  spazio infinito per le idee, il sociale, i movimenti gli imprenditori i talenti, tutto sembrava possibile, la creatività  e la sperimentazione andavano a braccetto con la volontà imprenditoriale di investire nei giovani esordienti.

E intanto iniziava anche a cambiare il nostro protagonista, il Venditore di Fumetti!

I mercanti più esperti, fra i quali quelli precedentemente citati, iniziavano ad avere una autoreferenzialità dettata anche dai tempi che imponevano una esposizione mediatica senza troppi intermezzi, diretta e autorevole nei confronti dei diretti interessati, cioè i collezionisti. Ecco allora, dopo aver per anni pubblicato annunci vari di acquisti e vendita su alcuni fumetti o riviste che avevano questo spazio apposito e fatto girare i primi ciclostilati con elenchi di materiale, fanno l’apparizione i  primi cataloghi ben strutturati, con foto e spiegazioni dettagliate,  i prezzi che sempre più assumevano valore di stima, la possibilità di riconoscere gli originali, le prime edizioni .

Una mole di informazioni che oltre a testimoniare la sapienza dei detti mercanti, iniziavano a circolare sempre più in modo capillare. Di li a poco l'esplosione di Internet porterà all'eccesso questo meccanismo, come vedremo più avanti. Nei mercatini di ogni città da sempre si potevano trovare, di solito insieme ai libri, diversi fumetti ,spesso tenuti in scatoloni per la ricerca “fai da te “. Nelle mostre mercato del fumetto però iniziavano ad aumentare gli espositori commercianti, che non necessariamente erano esperti di antiquariato ma certo, anche se non tutti, alcuni erano ottimi venditori. Per qualche tempo ha comunque funzionato, sempre parlando di fumetto d'antiquariato,  la regola della  catena alimentare in natura: il più grosso mangia il più piccolo.

Ad esempio conosco personalmente  almeno tre persone della mia città che fino a pochi anni fa, (prima di internet ) quando reperivano del materiale lo giravano direttamente a S.Pignatone, poi sempre riferendosi ai Mercanti citati  va detto che per anni hanno comunque mantenuto quell'autoreferenzialità che li collocava  un poco distaccati da tutti gli altri venditori.

Ecco, a mio parere è qui che inizia questa commistione fra Mercanti e Venditori, cioè a non esservi più una netta distinzione fra le due figure, anche se “il fare orecchie da Mercante” di Manzoniana memoria sicuramente lo hanno mantenuto entrambi. 

È in questo contesto che si inserisce la figura del mio caro amico Luigi, che userò anche per spiegare meglio il concetto sopraesposto. Luigi per alcuni anni frequentava i mercati nelle piazze cittadine vendendo al suo banco mobili e oggettistica, essendo lui anche un ottimo restauratore. Un angolo lo teneva per esporre dei libri e questi pian piano presero sempre più spazio. Ai libri mise assieme qualche fumetto, questi iniziarono ad attirare anche i privati che portavano nei mercati le loro cose per cederle ai commercianti. Si trovò in poco tempo a maneggiare diversi fumetti, anche con dei pezzi di valore che lui da buon commerciante girava subito (leggasi sopra). Gli capitò poi di ritirare tutto il materiale di altri commercianti di fumetti che avevano cessato l'attività, e in poco tempo, per farla breve, nel suo banco esponeva solo fumetti e pochi libri.

Da li inizia a partecipare alle mostre mercato come Lucca Comics. Materiale dignitoso, ritrovamenti molte volte eccellenti e le frotte di collezionisti sempre più attenti al costo e meno al referente. anzi loro stessi avendo nel tempo aumentato la loro cultura grazie anche ai Mercanti, a maggior ragione cercavano e cercano tutt'ora l'affare! Come detto a inizio articolo l'Italico modo!

Ovviamente non intendo dare una veste offensiva a questo mio ragionamento, diciamo piuttosto realista.

Luigi non era un esperto di antiquariato, ma era sicuramente un esperto venditore. Oggi internet ha scardinato totalmente tutti i passaggi legati al sapere tramite un apprendistato fatto di sacrificio e umiltà, di rapporti umani e di formazione. Oggi in qualche modo sono e siamo tutti venditori, esperti, collezionisti, mercanti, commercianti; si può dire però che il fumetto torna vincitore, riappropriandosi dei suoi Natali popolari e distanziandosi da questo sempre maggiore vestito commerciale che lo vuole confrontarsi con le mode, con l'èlite culturalmente danarosa e sempre vincente. Ma questo vestito, si badi bene, è solo negli occhi di chi vuole vederlo.  Ho scritto questo articolo da una riflessione scaturitami dalla lettura di un recente pezzo dell'amico Francesco Bosco, ”Reggio se ne va..” pubblicato su sito di Baci e Spari. Non so perchè ma questo “il venditore di fumetti” me ne sembra il naturale prosieguo.

Ritratto

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