Albi delle edizioni Dardo

Non ricordo di preciso quand'è che mi ha catturato, ne quando mi ci sono abbandonato e poi irrimediabilmente perduto. Le immagini si accavallano e sono un pò confuse, vediamo se riesco a fare ordine.
In principio la mia attenzione fu attirata dai vari Topolino, Geppo, Tiramolla, Trottolino e affini. La svolta avvenne con la scoperta dei libretti delle Edizioni Dardo e con essi, della vera avventura disegnata. Mio fratello maggiore se ne venne un giorno a casa, avevo forse sette anni, con degli albi del grande Blek. Ne fui subito colpito e per non essere da meno ripiegai su capitan Miki. Perchè "ripiegai" direte voi. Presto detto. In effetti preferivo Blek Macigno... dava più affidamento di quel ragazzetto con la stella di ranger, ma probabilmente ero un po' bruciato dall'esperienza che avevo fatto nel collezionare insieme al primogenito di casa, le figurine dei calciatori Panini. Gli era venuta infatti la bella idea di collezionare su due album separati... e pur dividendoci le spese per le bustine, stranamente a me toccavano solo i doppioni... ma questa è un'altra storia ...che lui ancora oggi nega sfacciatamente.

Insomma decisi che almeno sui fumetti sarei stato padrone di me stesso...

Capitan Miki Libretto

E così si procedeva tranquilli e contenti, ognuno col suo eroe che ci scambiavamo da leggere. La ricerca dei numeri arretrati ci spingeva a comprare centinaia di buste ...quelle di carta con l'immagine di Blek o Miki. Carta spessa e bianca, buste appositamente sigillate per evitare che ci si accorgesse che  dentro c'erano sempre gli stessi numeri... il tutto con grande dispendio di paghetta settimanale... che gia di per se non era certo principesca, mio padre era un semplice operaio metalmeccanico.

I cosidetti comici

E nelle buste insieme ad un Miki o Blek era abbinato un albo di Kinowa... uno della collana eroica o un Jim Canada, Ögan, Robin Hood, Davy Crockett ... Kalar e Sandor... Kit Carson.. Garry...che non mi dispiacevano affatto, anzi li amavo gia per il lucido di quelle coloratissime copertine... ma mi disperavo appunto per tutti i doppioni che mi capitavano. Allora non sapevo infatti che quasi tutte quelle serie riprese per lo più dalle francesi dell'Imperia, da noi si erano fermate a pochi numeri, e quindi c'era poco da cercare il numero 21 di Davy Crockett o il 33 di Kalar. Comunque, che tempi lo stesso ...poco importava se nelle avventure del gigantesco trapper i colonnelli inglesi fossero sempre stupidi o crudeli e le giubbe rosse avessero tutte la stessa faccia col naso aquilino ...o che gli indiani fossero tutti uguali... per non parlare del fatto che l'identità della spia di turno fosse evidente fin dalla prima vignetta in cui essa compariva, indifferentemente se si leggeva Blek o Miki ...cosa ritrovata più in la anche nelle avventure del Comandante Mark. Ma del resto il tutto andava sotto la strategia del marchio di "Garanzia Morale", per il quale i cattivi e i buoni dovevano essere subito identificabili.

Robin Hood Dardo
Garry

Dove eravamo rimasti ... la ricerca ...si, proseguiva fra le varie bancarelle che conoscevo a Napoli, come ad esempio dalla vecchia signora che aveva uno mezzo scantinato al mercatino di Antignano al Vomero ...praticamente una saracinesca a livello strada, tre o quattro scalini verso il basso che portavano nel buio antro della "strega" ... se ti abbassavi dal minuscolo marciapiede per sbirciare dentro, sporgendo in fuori il sedere... c'era il rischio che te lo portasse via una macchina di passaggio.
E si, ci voleva coraggio a coltivare la passione dei fumetti ai miei tempi... e scavare in pile di fumetti ammassati con la vecchietta che si arrabbiava se perdevi troppo tempo toccando tutto o sbirciavi i fumetti senza comprare. Eppure che delusione quando si arrivava lì e la saracinesca era chiusa. C'era poi la bancarella di libri vicino ai giardinetti di via Ruoppolo, dove passavo gran parte del pomeriggio a tirare calci ad un pallone, in una strada a senso unico con due pietre a mò di pali della porta. Non era mai facile stabilire se un gol fosse o meno valido, spesso litigando coi bulletti del quartiere che reclamavano il controllo del "campo di calcio".

Ma lasciamo perdere queste storie di ordinaria follia. Si... la bancarella ...che fra gialli Mondadori, Urania e Segretissimo, ogni tanto aveva anche qualche fumetto interessante a buon prezzo. Poi c'era ancora quella sul ponte di via Cilea ...dove a dire il vero non ho mai trovato nulla di buono ma ci passavo ugualmente ogni giorno, hai visto mai... e infatti nulla di buono mai ci vidi. Erano tempi duri, si comprava, leggeva e rivendeva, male che andasse si scambiava con qualche strozzino che ti dava un albo in cambio di quattro. Si rinunciava al gelato o al cinema, pur di sapere che fine aveva fatto Kit Carson e come Tex lo avrebbe salvato. Che lo avrebbe salvato era certo, era il metodo che avrebbe usato che ci incuriosiva di volta in volta, anche se per lo più si sarebbe trattato di piombo caldo. Sempre ai ferri corti quel tipo. Che bell'esempio per un ragazzino di 8-10 anni. Infatti ...fu subito amore.

Tex gigante seconda serie

Quando girava meglio economicamente, forte del fatto che il Tex se lo leggeva anche mio padre (che sorpresa scoprire che leggeva Furio Almirante) e che quindi dopo un po' di opera di convincimento mi finanziava, mi avventuravo in cerca di arretrati con la funicolare dalla collina del Vomero, dove abitavo, fino a Montesanto, nel cuore della città vecchia. Con sole 50 lire, quei vagoni di legno mi portavano in un mondo nuovo e io sognavo di essere diretto chissà dove, a vivere chissà quale avventura; e in effetti alcuni posti non erano consigliati ai ragazzini della mia età... si rischiavano effettivamente brutte avventure. Di fianco alla funicolare, all'edicola della Ferrovia Cumana (quella che nelle caldissime domeniche d'estate ci portava al mare in un groviglio di carne stipata a 40 gradi in vetture infuocate ...ma per ora vi risparmio il racconto) arrivava sempre tutto con uno o due giorni di anticipo rispetto alle edicole del Vomero. In più c'erano e ancora ci sono, due rivenditori di fumetti usati, uno senza molte pretese, l'altro con prezzi meno accessibili ma ampia scelta e materiale di qualità migliore, anche se a quei tempi era tutto ammassato in malo modo, senza cura. Non dimenticherò mai il proprietario di quello più alla mano, perennemente steso su di un materasso, si... proprio col letto fra gli scaffali dei fumetti, in pigiama e pantofole. Non ho mai capito se lì dentro ci abitasse o cosa, credo di si ma non ho mai avuto il coraggio di chiederglielo. Fatto sta che se ci andavo a ora di pranzo lo trovavo col piatto di spaghetti in mano, ed era l'ora migliore per strappargli uno sconto.

Via Montesanto. Sullo sfono, la funicolare

Parallelamente a tutto questo c'era anche la scuola che ci corrompeva l'anima... ogni settimana si poteva prenotare direttamente in classe una copia del giornalino. Parlo di fine anni 60 e inizio anni 70. Il giorno fatidico, il bidello deponeva i numeri a noi destinati su un banco vicino alla cattedra, in bella mostra ma inavvicinabili fino al liberatorio suono della campanella. Fino a quel momento, i nostri sguardi desiderosi si accontentavano di sbirciare la copertina lucida cercando di intravvedere quali sorprese ci riservasse il numero corrente. E anche le pagine erano lucide, e mi facevano vagare in mondi variopinti e fantasiosi... dalle buffe storie di Iznogoud (si chiamava in italiano il califfo Mahnò-Masì-Mavà) e Casimiro (Gaston La Gaffe) e piu' in la a Lucky Luke e tanti altri. Se chiudo gli occhi mi sembra quasi di sentirne l'odore, la consistenza della carta sotto ai polpastrelli.

Il giornalino

Condiva il tutto la sfilza di romanzi per ragazzi... dai Capitani coraggiosi, Zanna Bianca e tutti quelli di Emilio Salgari... senza dimenticare L'ultimo dei Mohicani, Ben Hur o Michele Strogoff... Ne avevamo di tempo per leggere, la televisione non offriva molto e non esistevano computer o videogiochi... a parte qualche anno dopo gli Space Invaders e affini nelle sale gioco. Un'infanzia certo molto più sana di quella di tanti ragazzi che oggi purtroppo non leggono per niente o quasi.

Chi di voi non li ha letti?

Quanti quaderni a quadretti riempivo allora con storie e disegni, cercando di far emulare ai miei sgorbi a penna Bic le gesta dei miei eroi preferiti... perchè a quadretti, vi chiederete? Era più facile creare i riquadri per le vignette, naturalmente... Peccato aver buttato via tutto. Ricordo che mettevo molto impegno nelle copertine... avevo inconsciamente fatto mio uno dei punti chiave per la riuscita di un fumetto o almeno per la sua vendita... la copertina... ma ne riparliamo più avanti. E le strisce, che non amavo molto collezionare, anche quando ho finalmente scoperto Tex e Zagor e il Comandante Mark ... e si... le regalavo... vendevo ...scambiavo... anche le famose raccoltine... l'avessi saputo ...ah, se l'avessi saputo... ma il bello di quei tempi era proprio il non saperlo e leggere per il solo gusto di farlo, senza curarsi tanto di tutti quei particolari che oggi fanno impazzire i collezionisti.

Il comandante Mark

Zagor

L'edicola sotto casa era per me come per molti altri miei coetanei meglio dell'albero della cuccagna. La signora che la gestiva era ormai una specie di buona zia, che mi teneva da parte gli albi. E come tanti altri, mi lasciavo ingannare dalle copertine ben disegnate... mi compravo uno Zorro per poi scoprire di aver acquistato una scopiazzatura di Tex, coi disegni ricalcati... Ma la speranza era l'ultima a morire e ci sarei ricascato in futuro puntualmente coi i vari Sartana, Geronimo e compagnia cantando. Non mi appassionavano i vari Diabolik e neri in generale, li leggevo ma mi sembravano piu o meno sempre uguali e quel tipo in tutina nera che uccideva anche quando non era necessario, andava contro la mia etica fumettistica... comunque leggevo tutto quello che mi capitava sotto mano, Monello e Intrepido con le storie di Lone Wolf e Billy Bis, gli albi ardimento, perfinole storie dei Puffi e poi Gordon , Mandrake e L'uomo Mascherato editi da Spada.

Flash Gordon

Ma torniamo un momento a Tex. Finalmente qualcosa di più avvincente e nei suoi limiti "reale". Si può dire che andavo ogni anno in vacanza solo perchè in una edicola del luogo trovavo tutti i numeri arretrati da acquistare. Purtroppo per le gia citate difficoltà economiche (non ci mancava niente ma i fumetti erano comunque un lusso), era un tormento scegliere quali numeri prendere e quali lasciare nella speranza di ritrovarli l'anno dopo... perchè c'era anche il fascino del cinema all'aperto nelle notti estive di Scauri, ad una sessantina di chilometri da Napoli, ma che in treno a quei tempi pareva un viaggio, che facevamo ogni volta in cinque con quindici fra borse e valigie (mio padre non ha mai avuto una macchina ma le vacanze estive erano sacre, un mese al mare, costi quel che costi... e infatti costava... appartamento affittato ma finanche piatti e pentole da portarsi da casa).
Comunque i Tex qualcun'altro, di cui non faccio nome, più furbamente li prendeva per così dire in prestito dall'edicola e dopo averli letti li riportava in loco... e io nemmeno me ne accorgevo.

La collana Rodeo

Ma subito dopo Tex, il mio amore incondizionato andò e ancora va alla Storia del West di Gino D'antonio che ho scoperto credo intorno al numero 20 della collana rodeo che la conteneva. Non sopportavo molto i personaggi che riempivano le uscite fra un'episodio e l'altro della saga della famiglia Mac Donald e le imprese di Bill Adams con la Pinkerton. A volte si attendevano 3-4 mesi per il seguito della saga e ci si doveva sorbire il ragazzo nel far west... Quella saga resta per me un capolavoro del fumetto italiano. Degli altri personaggi riproposti periodicamente, ricordo con piacere alcune storie singole come quella di Yudok nel numero 8, sconfinamento abbastanza ben riuscito nella fantascienza e poi i vari Lobo Kid, Rick Master, il Sergente York e Gordon Jim. L'ho gia scritto che non mi piaceva un ragazzo nel far west? Bhe, per me era il classico esempio di belle copertine ma disegni che non mi convincevano appieno... e storie scontate... un pò come il Piccolo Ranger, ma un pelino meglio...per dirla tutta. Poi la scoperta del fumetto d'autore, Pratt e il suo Corto Maltese, Battaglia, Toppi e tanti altri, come elencare tutto? Impossibile.

Ernie Pike e Corto Maltese

Ma ora riprendo un'attimo fiato... ci leggiamo più in la per il seguito.... e c'è ancora tanto da raccontare.. quando sono arrivati i supereroi della Marvel, ad esempio...Magneto il numero 14 di Thor... edito dalla mitica Corno, il primo che mi capitò fra le mani... fu la rivoluzione... ma ve lo racconterò più avanti se avrete la voglia e pazienza di leggere.

Thor e I Fantastici Quattro

Ancora qualche copertina che forse risveglierà un po' di ricordi:

Pappagone
Zorro Classici Disney
Bazooka

 

 

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