Sergio PignatoneUn amico del sito Collezioneggio, in occasione della bellissima e purtroppo poco frequentata mostra estiva di Lucca dal titolo “Collezionando” mi ha chiesto di fornirgli una mia valutazione del mercato di collezionismo a fumetti in Italia oggi.

Sicuramente rispetto agli anni passati stiamo assistendo ad una evoluzione sempre più accelerata di passioni, gusti e tendenze collezionistiche.

Se in precedenza era possibile determinare nell’ordine di un decennio la “tenuta collezionistica” di alcuni settori, oggi anche e soprattutto grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, si pensi alle centinaia di scambi su E-bay, il discorso si fa più complesso.

Se negli anni ’70 l’oggetto del desiderio erano le collezioni Nerbini degli anni ’30 seguite via via dagli albi in formato orizzontale all’italiana degli anni ’40, dalle strisce, dalle serie anni ’50, ed infine dal boom della triade Tex-Topolino-Diabolik, oggi assistiamo, come era naturale, ad una accanita ricerca dei prodotti anni ’60-’70.

Dopo quattro aste da noi dedicate ai fumetti da collezione e da investimento ed alle tavole originali, siamo in grado di analizzare più compiutamente le direzioni del mercato.
Innanzitutto lo stato di conservazione è divenuto sempre più determinante per stabilire il prezzo e la desiderabilità del pezzo. Dunque un avvicinamento al mercato americano. Lo stesso Tex n.1 “La mano rossa” nella versione non censurata edito nel 1958 viene stimato e il più delle volte venduto da un minimo di 1.000 euro per copie decisamente segnate dal tempo e sovente pesantemente restaurate, sino ai 5.000 euro per una copia cosiddetta “da edicola”. Il mercato classico dagli anni ’30 agli anni ’50 appare decisamente rallentato: in particolare sono quasi scomparsi i collezionisti di albi sciolti mentre anche qui serie complete in buona conservazione continuano a trovare una collocabilità sul mercato sebbene non spuntino più cifre “pazze” determinate dal fattore nostalgico.

Si mantengono invece i fumetti classici dalla produzione Nerbini e Disney d’anteguerra, alle collane tradizionali degli anni ’40 e ’50 come gli Albi D’Oro Mondadori, Topolino e gli Albi della rosa; Tex e tutta la produzione Audace Bonelli nonché gli albi comici di Cucciolo, Tiramolla e colleghi.

In forte ascesa invece il settore dei fumetti neri con il capostipite Diabolik, che forte anche di una massiccia presenza mediatica al di fuori dell’edicola continua a "collezionare" nuovi collezionisti. Kriminal e Satanik del grande Magnus continuano a essere ambiti e ricercati mentre le serie minori dei vari neri con la K o dei neri sexy spuntano cifre da capogiro alle mostre, su E-bay e all’Asta Little Nemo.

Un fenomeno più recente che si lega al collezionismo delle edizioni Corno e Disney è quello dei gadgets. I collezionisti che desiderano principalmente una testata la cercano nel miglior stato possibile completa di quegli allegati che a partire dal n.26 di Diabolik 2a serie 1965 hanno contraddistinto l’editoria a fumetti per un ventennio.
Dunque una collezione Corno classica come l’Uomo Ragno o Thor può valere 10/15 euro al pezzo di media ma se completa di adesivi, manifesti e dell’introvabile Medal Calcio in bustina può addirittura quadruplicare il suo valore.

Anche i Topolino in blister originale sono diventati stante la loro rarità estremamente contesi; una delle battaglie più significative della Quarta Asta Little Nemo tenutasi il 5 aprile ha riguardato proprio il n. 658 di Topolino libretto del 1967 “con un esplosivo regalo!” vale a dire una pistola in cartone protetta da un blister esterno – il primo della collana di Topolino – che conteso da una decina di collezionisti è passato dal prezzo di partenza di euro 600 a ben 3.400 euro!

Ma sicuramente l’aspetto più innovativo degli ultimi dieci anni di collezionismo è quello delle tavole originali. Inizialmente considerate sino alla metà degli anni ’70 dei semplici passaggi del lavoro tipografico e dunque abbandonate negli archivi e sovente macerate, le tavole originali sono diventate finalmente anche in Italia (negli Stati Uniti e in Francia è successo molto prima) da prodotti di artigianato a opere d’arte laddove lo meritano ovvero a documenti di un’epoca.
Forti di questa spinta il mercato delle tavole originali è finalmente emerso in superficie composto da anziani e nuovi disegnatori che mettono in vendita le proprie opere, archivi storici riscoperti, collezionisti riuniti in una community oramai mondiale che si scambiano on-line i propri pezzi.

La grande differenza tra il collezionismo del fumetto a stampa e quello della tavola originale sta proprio nella internazionalità del secondo. I nostri autori infatti, a partire dagli storici Angioletta, Rubino, Tofano che legavano il loro nome al Corriere dei Piccoli e poi Canale, Caprioli, Battaglia, Galleppini, Rinaldo Dami, Pratt sino a venire ai più recenti Manara, Mattotti, Giardino, Gipi … sono apprezzati e riconosciuti in Francia, in Nord Europa e negli Stati Uniti e ora si comincia anche con l’Asia.
Il fascino di questa collezione è determinato anche dalla possibilità di acquisire un pezzo unico sia esso una tavola di un fumetto storico che si è amato da bambini, ovvero un’illustrazione o pin-up che si apprezza anche solo per la sua bellezza estetica.

Una recente mostra al Palazzo Reale di Milano organizzata da Vittorio Sgarbi sulla pittura italiana degli ultimi trent’anni ha finalmente presentato al pubblico dell’Arte a fianco dei vari Baj, Boetti e Chia, opere significative di Crepax, Jacovitti, Pinter, Pratt e Pazienza.
A questo evento è seguito un articolo del Corriere della Sera che invitava ad investire in tavole originali dei maestri del fumetto. Il mercato in Italia oggi infatti consente di intraprendere una collezione con cifre dieci volte inferiori a quelle richieste per entrare sul mercato dell’arte moderna. Il range delle tavole da collezione va infatti dai 100 ai 10.000 euro o poco più per i grandi maestri.

Un’ultima considerazione: in questi momenti di incertezza economica non è sbagliato secondo alcuni investitori costituire una parte del proprio portafoglio di investimento con beni collezionistici. Questo tipo di investimento a nostro parere non deve essere disgiunto dalla passione, ma consente certamente di veder crescere il proprio capitale, piccolo o grande che sia, in maniera molto più rapida e tutto sommato sicura di qualsiasi investimento tradizionale. In Francia e Svizzera alcune importanti banche d’affari propongono ai loro clienti investimenti in tavole originali di fumetti. A quando in Italia?

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Si ringrazia Sergio Pignatone per il gentile contributo. Ritratto a matita eseguito da Piero Caniparoli

Libreria Antiquaria Little Nemo di S.Pignatone

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