Manifesto Uchronia 2008

Sveglia alle 6... dopo mezz'ora sono già in macchina. Zurigo-Bellinzona la faccio in un paio d'ore, una passeggiata nelllo scarso traffico domenicale.
Nel lettore CD la PFM, ma si .. mi pare adeguata. La musica mi riporta un po' indietro nel tempo.

"Quante gocce di rugiada intorno a me" canticchio insiema a loro, ma non sono gocce di rugiada quelle che mi accompagnano ininterrottamente fino a Bellinzona. L'acqua cade giù a secchi, nel fine settimana si stabilirà il record di precipitazione, qualcosa come 400 litri per metro quadro, come non succedeva da molti anni.

A Bellinzona non piove, ma mi allungo ancora una trentina di chilometri, una scappata oltre confine a Pontetresa a prendere un amico, solito giro in edicola, un bel caffè italiano e poi via di nuovo verso nord, al Castelgrande di Bellinzona, dove si tiene la mostra di Uchronia fumetto 2008.

Si, qui non piove, ma il vento che soffia impetuoso sul piazzale del castello sembra uscito da un fumetto di Dylan Dog.

 

 

Castelgrande di Bellinzona

Ci ritroviamo con altri amici venuti dall'Italia e ci avventuriamo finalmente nella sala "Arsenale" guardata a vista da due personaggi che mi sembrano conosciuti.

Ingresso mostra

Sono le 10:30, non c'è ancora molta gente, dal numero del biglietto d''ingresso, il 450, capisco che anche ieri non c'è stata molta affluenza, ma per la svizzera italiana è probabilmente un buon risultato. Prezzo molto accessibile, ingresso gratuito per i bambini. La sala non è molto grande ma dalle vetrate si gode del bel panorama. All'ingresso ci accolgono, spiccando fra le altre, delle tavole originali di Carlos Gomez e Giovanni Freghieri.

Tavole
Sulla destra c'è un banchetto con disegni sexy-comici ...il disegnatore degli stessi copre velocemente con un foglio le sue opere al passaggio di un bambino che guarda un po' troppo incuriosito, mi guarda sorridente e mi dice che in fondo sono solo disegni umoristici. E' vero, annuisco divertito. Si tratta di Costel (Costantin Curelaru) giovane disegnatore Rumeno che vive dal 2000 in Italia. Sua la locandina della mostra di Uchronia dell'anno scorso a Lugano.

Tavola di Costel

Nella sala principale, ai due lati hanno preso posto una decina di espositori e venditori di nuovo e usato, vedo un paio di volti conosciuti. Il materiale non è niente di trascendentale, ma alcuni di noi qualche buon affare lo rimediano. Scopro di avere a casa un "capitale", c'è in vendita un Tex gigante seconda serie numero uno "La mano rossa" a 30 euro. Bell'esemplare, ben tenuto ...peccato che non sia spillato e che abbia il prezzo di copertina di 600 lire... forse al venditore questi piccoli particolari sono sfuggiti, ma evito di farglielo notare, in fin dei conti so benissimo che è consapevole dello zero di troppo.

Banchetti

Veniamo al meglio. Sul fondo della sala schermi giganti e angolo conferenza, posti a sedere per una ventina di persone. A un tavolo vicino scorgo delle persone intente a disegnare. Si tratta di Fabio Civitelli e di Carlos Gomez. Piu' in là c'è anche Massimo Bonfatti.

Artisti all'opera

Fabio Civitelli

Mi avvicino per curiosare, Fabio Civitelli alza lo sguardo e mi accoglie con un gran sorriso, cosi' come farà in seguito con tutti quelli che si avvicinano al suo tavolo. E' proprio cordiale, lo osserverò anche dopo rivolgere per primo la parola ai ragazzi e bambini chiedendogli come si chiamano, se gli piacciono i fumetti e i suoi disegni, mette subito tutti a loro agio. "Non gettarlo via", raccomanda ad uno di loro mentre gli porge il disegno autografato. E' contento di essere lì e si vede. Gli chiedo anche io un autografo, non si fa pregare. La dedica e la firma a piedi del disegno mi fanno capire che è molto orgoglioso delle sue opere. La scritta infatti non copre il benchè minimo tratto del disegno, nonostante si tratti di una riproduzione e non di un originale. Mi faccio coraggio e gli chiedo di parlarmi un po' del suo lavoro, sul tavolo c'è una copia del nuovo Tex a colori, per il sessantesimo anniversario del ranger più amato d'Italia. Scherzo sul fatto che non è ancora uscito in edicola e gli chiedo se posso farla sparire senza dare troppo nell'occhio, mi sorride ancora e mi spiega che gli serve per la presentazione dell'albo alla conferenza stampa pomeridiana. Ci diamo del tu, mi racconta di un progetto futuro, mostrandomi le copie delle tavole originali per la prossima storia di Tex, autunno 2009 e mi dice di un volume con ben 80 suoi disegni inediti che uscirà a breve per le edizioni Little Nemo di Sergio Pignatone. Il suo tratto ricco di minuscoli particolari è qualcosa di affascinante, mi spiega che per una tavola impiega anche 2 giorni, ci tiene a far tutto a mano, senza retini, usa le tecniche degli incisori, aggiunge. Mi confida che l'editore sarebbe certo piu' contento se lui lavorasse più veloce, ma lui non è disposto a sacrificare la qualità con la quantità, anche se ci tiene a essere presente in edicola con almeno una storia di Tex l'anno.

Disegno con dedica

Nel corso della giornata mi avvicino diverse volte al suo tavolo, chiacchieriamo della scuola dei disegnatori napoletani e salentini, della carenza di nuovi autori e disegnatori. Da buon Aretino, è orgoglioso che la maggior parte dei disegnatori attuali di Tex siano toscani. Alla conferenza stampa parlerà di Tex e di Gian Luigi Bonelli, che per lui è l'incarnazione di Tex, come modo di pensare e vedere la vita. Aggiunge che Tex è e resterà ancora per molto un pilastro del fumetto italiano ed è quello che da sempre ha retto meglio ai periodici cali di vendite che panorama di tutte le pubblicazioni Bonelli.

Conferenza

Illustra la differenza fra autore e disegnatore ma anche di come poi i due mestieri si amalgamano per arrivare al risultato desiderato. Ad una precisa domanda sulla vita sentimentale di Tex, risponde rivelando come ogni tanto prova a convincere Sergio Bonelli a far trovare una nuova compagna al suo personaggio, ma senza esito.

Tex 575 a colori


Per la sala si aggira anche il paraguaiano Robin Wood, da non confondere col quasi omonimo avversario dello sceriffo di Nottingham. Sceneggiatore prolifico, innumerevoli i suoi personaggi, più di ottanta immortalati in un poster che viene dato in omaggio, sul quale lui applica con cura una dedica personalizzata. Ospite insieme a Gomez anche della scorsa edizione tenutasi a Lugano. Da quello che ascolto nella sua intervista mi da l'impressione che all'entusiasmo giovanile sia subentrata un po' una mentalità piu' orientata a produrre in serie, perchè afferma che non sempre visiona i lavori finiti dalle sue sceneggiature. Legge di tutto e prende spunto per le sue sceneggiature. Ne ha fatte già più di ottomila nella sua carriera. Strabiliante.

Veniamo a Carlos Gomez, il disegnatore argentino bravissimo e velocissimo, nell'appendice all'albo di Dago che si presenta in questa occasione, si parla di 12 tavole complete di inchiostratura a settimana. Per velocizzare il suo lavoro disegna gli sfondi al computer.

Dago

Le avventure ticinesi di Dago sono sceneggiate da Wood e proseguiranno regolarmente su Lanciostory. A parte l'intervista, l'ho visto sempre intento a disegnare, a una velocità davvero impressionante. Civitelli che gli siede di fianco ci dice "lui è un mostro" poi si volta verso Gomez e cingendogli le spalle precisa "intendo un mostro di bravura!!"

Albo speciale DagoWood e Gomez

Anche Bonfatti si diverte e sforna disegni che spaziano da Cattivik a Leo Pulp, per la gioia di chi ha la pazienza di far la fila. Altro mostro sacro presente, Giovanni Freghieri.

Giovanni Freghieri

Sorride poco e disegna molto, con tratto deciso e veloce. Di se dice che fa 3 tavole al giorno e in 2 o 3 mesi riesce a disegnare un episodio, il tutto se è ispirato... altrimenti va a rilento, gli altri fanno 3 tavole la settimana.
Mentre disegna si estranea completamente da quello che lo circonda e lo fa per tutto il tempo dell'intervista al punto che quando l'intervistatore gli rivolge una domanda (sul primo personaggio da lui disegnato) lui a stento si stacca dal disegno e poi deve ammettere che non ha seguito e farsi ripetere la domanda. Quando firma autografi sugli albi che gli portano, chiede quale numero di Dylan Dog è piaciuto di più.
Parla poco anche quando risponde all'intervistatore ed è sintetico nelle risposte. Gli chiedo un disegno ma mi dice che deve prendere il treno delle 15 e gli spiace, è tardi ...poi però lo vedo seduto al tavolo a far disegni... ma forse li aveva promessi da prima, dico fra me e me per consolarmi.

Fra una cosa e l'altra c'è stato anche il tempo per una veloce pausa pranzo nel grotto sottostante, dove un simpaticissimo cameriere napoletano ci tratta con un occhio di riguardo, forse impietosito dal fatto che il vento che entra ininterrottamente dalla porta aperta è molto piu' di uno spiffero innocuo.

Sembra quasi di essere in una capanna nelle foreste del Klondike, in piena bufera. Ci aspettiamo di veder entrare da un momento all'altro un branco di lupi affamati, o magari Tex e Carson in cerca di riparo ...arriva invece Fabio Civitelli, che ci saluta riconoscendoci e si accomoda con gli organizzatori al tavolo accanto.

Il cortile del Castelgrande

Dopo la fiera facciamo ancora una capatina al centro di Bellinzona dove si svolge una sagra dell'uva e poi ci salutiamo per far ritorno a casa. Salgo in macchina e come imbocco l'autostrada, la pioggia è li che mi aspetta, mi prende di nuovo in consegna per riaccompagnarmi oltralpe. Dalle colline che costeggiano l'autostrada, i rivoletti d'acqua hanno ormai assunto le caratteristiche di vere e proprie cascate, a volte davvero impressionanti. Passo appena in tempo, dopo di me il diluvio, chiuderanno la strada per qualche ora. A Zurigo, cielo sereno, pare sia stata una splendida giornata estiva. Ma io sono contentissimo cosi.

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