Matania  al museo del fumetto

L’arte di Fortunino Matania (Arte con la A maiuscola) se vista con gli occhi di oggi, abituati a fruizioni veloci, può inconsapevolmente invitare ad una lettura sbrigativa e ad etichettare i suoi lavori come semplici illustrazioni per riviste e cartoline, e pur recependo la loro bellezza a non sentire la necessità di soffermarsi oppure cercare altre sue opere per avere una più ampia visione…

Visione che Angelo Nencetti, direttore del Museo del fumetto e dell’immagine di Lucca ci mette a disposizione. Suo è il infatti il merito di avere allestito una bella mostra su Fortunino Matania dal titolo “Cronache dalla grande guerra”.
Sono esposte più di cento opere del disegnatore reporter, con tavole originali e riviste dell’epoca provenienti da collezioni private e vari Musei fra cui l’Imperial War Museum di Londra.

Illustrazione su The Sphere

Il primo impatto lascia un poco interdetti, pare infatti di avere di fronte delle fotografie, naturale viene avvicinarsi per meglio osservare i particolari e trovare un segnale che ci confermi trattarsi di disegni.
Lentamente, catturati anche da un’atmosfera riservata, si riesce a comunicare osservando i particolari e si apprezza la tecnica felice e leggera del Matania; le sue anatomie hanno una rara armonia e l’inchiostro a mezza tinta riesce a dare al tutto una plasticità elegante, quasi di movimento.
Questa è la differenza principale con le foto dell’epoca, (ricordiamo che la fotografia aveva ancora molti limiti) infatti le figure venivano immortalate in pose statiche, statuarie, da qui una rigidità dell’immagine che si, catturava l’attimo, ma al tempo stesso lo legava.

Invece lo straordinario lavoro del Matania infondeva un movimento, una azione al tutto, che coniugato con una rara sapienza tecnica e abilità pittorica creava dei veri capolavori dove l’impressione è di seguire le persone nel movimento successivo ….
Molte le situazioni di guerra ritratte, da una colonna di soldati al ritorno da una battaglia all’affondamento di una nave e a vere e proprie scene di battaglie con cavalli, cannoni, privilegiando sempre non moltitudini di persone ma scontri singoli o quasi.

Anche varie situazioni sopportate dalla popolazione civile venivano affrescate con efficacia dal pennello di Matania.


Un disegno in particolare mi ha colpito, quello che raffigura un' azione di armi e soldati inglesi e uno scorcio di una vecchia città francese come recita il titolo, i cavalli lanciati al galoppo sull’acciottolato bagnato, nell’angolo un soldato che sembra voler riparare due bimbi e dietro a loro altri soldati.
Catturato da questa splendida immagine ne vivo l’attimo frenetico indagando tutti i particolari, poi ad un tratto ne colgo l’insieme quando metto a fuoco l’elemento portante del tutto … la bambina, che in posa un po' raccolta, si copre le orecchie infastidita e impaurita dal forte rumore.

bambina

In alcuni lavori si nota il mestiere ma va considerata anche la velocità con cui eseguiva, dovuta spesso alla richiesta sicuramente pressante.
Un altro particolare mi ha molto colpito: i visi delle persone, ognuno diverso e riconoscibile con una propria espressione anche interiore, quasi a riconoscerne il carattere e la storia; questo denota una vera e non comune capacità al disegno e alla pittura formatasi con lo stile accademico certamente, ma coltivata e affinata con molto lavoro dal vero come si addice ai veri pittori.


Per ultimo a conferma ulteriore della grande maestria di Matania, una serie di foto di un suo “work in progress”. Si nota il layout e la leggera traccia a matita dove è impressionante l’uso degli spazi per i volumi e le anatomie che sembrano uscire da sole in un modo naturale, per finire col pennello che facilmente accompagna le mezze tinte dell’inchiostro lì dove devono andare.
Veramente un grande artista, da riscoprire e anche da guardare a modello per chi vuole veramente saper disegnare.

work 1
work 2
work 3
work 4
work 5
lavoro finito


Un ringraziamento ad Angelo Nencetti per la sua gentilezza e disponibilità.

La mostra, inaugurata il 20 dicembre 2008 al museo del fumetto di Lucca, resta aperta fino al 31 marzo 2009.

Cenni biografici

Fortunino Matania 1881-1963

Nasce a Napoli in una famiglia di veri e propri artisti. Suo padre Eduardo (1847-1929) era infatti un pittore naturalista ed illustratore di gran talento e fra cugini, figli e cognati si annoverano diversi ottimi illustratori. Ed è proprio nello studio di suo padre che comincia a disegnare.
All'età di nove anni progetta la sua prima pubblicità per un sapone e a undici le sue illustrazioni vengono già esposte all'Accademia di Napoli. Tre anni dopo collabora col padre nell'illustrare libri e periodici dell'epoca.
Dal 1895 al 1902 "L'illustrazione Italiana" pubblica settimanalmente le sue opere.
A vent'anni si trasferisce a Parigi dove lavora per "Illustration Francaise". Nel 1902 viene invitato a Londra per illustrare l'incoronazione di Eduardo VII per il "Graphic". Durante la sua carriera, continuerà ad illustrare tutti i maggiori eventi nella famiglia reale di Inghilterra fino all'incoronazione della regina Elisabetta nel 1953.

Nel 1904 è parte dell'organico del "The Sphere" per il quale lavora come inviato. Nel 1912 illustra anche l'affondamento del Titanic.
Le sue opere vengono regolarmente esposte alla Royal Academy di Londra e le sue illustrazioni vengono pubblicate sulle più prestigiose riviste inglesi e americane. Durante la prima guerra mondiale torna in Italia e viene arruolato come bersagliere, si occupa della pubblicistica. Diventa così un vero e proprio "Artista di guerra".
Dopo la guerra fa ritorno a Londra e riprende a lavorare per "The Sphere" fino alla sua morte.
Fra le altre cose, nel 1923 collabora anche alle scenografie del film "I dieci comandamenti" di Cecil B. DeMille realizzando illustrazioni sull'antica Roma e l'Egitto nelle quali diventa un vero e proprio specialista. La sua vita si divide principalmente fra l'Italia e l'Inghilterra, molte delle sue opere vanno perdute dirante il bombardamento di Londra nella seconda guerra mondiale, nel 1940.

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