La locandina

Approfittando della relativa vicinanza da casa, appena 230 chilometri di autostrada, sabato scorso sono andato a Losanna, in occasione della quinta edizione del BD-FIL, il festival del fumetto che si è tenuto nella ridente cittadina della Svizzera Romanda dall'11 al 13 di settembre.
Motivato anche dalla presenza di alcuni amici che esponevano, mi sono messo in macchina di primo mattino, accompagnato, così come vuole la tradizione Svizzera del fine settimana, da un tempo nuvoloso.
La manifestazione si è tenuta nel quartiere della Riponne, zona molto suggestiva situata nella parte "vecchia" della città. Nella piazza antistante la biblioteca (Palais Rumine) dove si svolgevano gli incontri con gli autori, la Place Rumine, era in corso il caratteristico mercato delle pulci.
Ma non sono qui per parlare di pulci, anche se in alcuni fumetti di antiquariato o in qualche malandato albergo di città di fiere, se ne possono trovare. Durante i tre giorni il festival ha offerto una buona varietà di iniziative al pubblico, accorso numeroso sopratutto il sabato pomeriggio e la domenica. Prezzo del biglietto, 15 franchi Svizzeri, pari a 10 Euro. Organizzazione tipicamente Svizzera, ogni cosa al suo posto, anche se non esageratamente.

Una parte del mercato nella Place Rumine
Nel centro Arlaud c'erano le sezioni che ospitavano gli editori, gli autori e le fumetterie, con un ampio spazio dedicato anche all'antiquariato e all'usato. Pochi i gadget, per lo più legati al personaggio di Tin Tin.
Espace Arlaud
La fornitissima libreria Payot
Aniquariato Franco-Belga
banchi di vendita
Ancora antiquariato e gadget

Nella stessa sede anche due mostre, la prima sulla storica rivista SPIROU, con riproduzioni di 82 tavole dei numerosi artisti che ne sono stati ospitati nei 72 anni di pubblicazione, messe in scena in una cornice particolare. Sì, creata nel 1937 da Jean Dupois, la rivista, che ancora resiste in edicola, numero attuale 3726, ha visto passare sulle sue pagine tutti gli autori e i personaggi più famosi del panorama Franco-Belga. Fra gli autori conosciuti anche in Italia, ricordo ad esempio Cosey (Jonathan), Derib (Buddy Longway), Hermann (Jeremiah), e ancora Boucq, Loustal, Munuera (Spirou et Fantasio), Servais. Fra i personaggi non ancora citati, chi non conosce il Marsupilami, Gaston la gaffe o Lucky Luke?

I locali della mostra Spirou
Tavola di Servais
Beltran
Boucq
Hermann
Fournier


L'altra mostra davvero speciale era dedicata alle scatole di fiammiferi come supporto di immagini, messe di fianco l'una all'altra o a formare simpatiche sculture, come tante vignette di una tavola a comporre le storie più incredibili. Si intitolava appunto FIREBOXES, piccole scatole, grandi storie. 14 disegnatori si sono cimentati in questa avventura, disegnando sul retro delle scatole di fiammiferi.

Un gatto molto particolare
Che storia...
Bianco e nero

In altri edifici hanno avuto luogo le proiezioni di film di animazione. Presentata la selezione dei migliori film dal festival di Annecy 2009 e altri cortometraggi Svizzeri ed Europei. Sulla piazza stazionava il "Retro-bus" con le novità editoriali delle case editrici più conosciute, a disposizione per chi volesse fare una pausa lettura, con albi cartonati legati ad una catenella, uno per posto. Fidarsi è bene....

Il Retro-Bus

A margine del tutto, concerti e manifestazioni sul tema fumetto. Insomma, proprio una bella festa.

Dopo aver dato uno sguardo alle varie sezioni, ho passato la maggior parte del mio tempo a chiacchierare con l'amico Fabio Romiti, in arte Wayne, l'organizzatore della manifestazione annuale di Uchronia Comics nella Svizzera Italiana, della quale vi parlerò a breve in un altro articolo, presente a Losanna per promuovere gli albi di "Dago in Ticino" disegnati dallo straordinario Carlos Gomez su sceneggiatura di Robin Wood, e tradotti per l'occasione anche in Francese. Al suo stand presenti anche i simpaticissimi Beniamino Delvecchio, di cui ho molto apprezzato la colorazione ad acquerello di una copertina di Dago e Costantin Curelaru, in arte Costel, a presentare i loro lavori e, il secondo in particolare, anche a cercar fumetti mancanti alle proprie collezioni.

Lo stand di Uchronia
Fabio Romiti e Beniamino Delvecchio

Fra i molti italiani passati allo stand, alcuni ragazzi di Livorno venuti a mostrare i loro disegni agli editori francesi, molto bravi davvero, colgo l'occasione per invitarli a contattarmi, nella speranza che leggano e non abbiano dato alle fiamme il mio biglietto da visita, poi collezionisti di fumetti e perfino un lettore che ci ha raccontato di quando negli anni 70, molti studenti universitari a Milano, dove anche lui studiava, si dilettavano a scrivere sceneggiature per Diabolik.

Fra gli incontri a cui ho assistito sabato, uno molto interessante con Jan (o Jean) Van Hamme, Grzegorz Rosinski e Philippe Aymond, di cui vi riporto le parti essenziali, ci aiuta a conoscere un po' questi mostri sacri del panorama Franco-Belga.

Il palazzo Rumine, sede degli incontri

L'incontro è stato impostato come occasione per il pubblico di porre domande agli autori. Il più giovane del trio, Philippe Aymond non ha avuto molto spazio, la scena è stata quasi tutta per Van Hamme (XIII, Thorgal e Largo Winch i suoi personaggi più famosi). Alla domanda sul rapporto fra sceneggiatore e disegnatore, Van Hamme ha parlato della Maionese... sì, avete letto bene. Un'allegoria per indicare che se fra i due c'è una buona intesa, il lavoro viene fuori bene, perchè non basta avere tutti gli ingredienti per la maionese, bisogna anche metterli insieme nel modo giusto, affinchè questa riesca.

Preso dalla foga allegorica, dalla maionese è poi passato al circo... se tutto funziona come si deve, lo spettatore non si accorgerà della fatica e del lavoro che c'è dietro alle perfette esibizioni dei trapezisti, che sembrano volteggiare in aria senza sforzo. Allo stesso modo il lettore di un fumetto non deve vedere il lavoro fatto dalla coppia sceneggiatore disegnatore ma goderne solo il risultato.
Il successo di un fumetto è dato dalla perfetta armonia fra sceneggiatura e disegno, ci vuole una simbiosi. Fra lui e Rosinski esiste.

Si è parlato della differenza fra cinema e fumetto. Nel cinema solitamente si segue un’azione in modo fluido, nel fumetto si può o si deve decidere come impostarla e quante vignette usare, cosa mostrare. Le possibilità sono innumerevoli ed è in questo che si vede l'abilità dello sceneggiatore, che se è poi in simbiosi con il disegnatore e ne conosce i punti forti o deboli, saprà come valorizzare il suo lavoro, cosa che vale anche nel senso opposto.

Rosinski Van Hamme e Aymond

Rosinski ha detto la sua, affermando che per lui è importante avere uno sceneggiatore che sappia il fatto suo, ma che dopo aver ricevuto la sceneggiatura, preferisce realizzare le sue tavole in solitudine. Dopo averla letta, chiude gli occhi e immagina le scene da disegnare. Sul suo tavolo non ci sono foto o oggetti da cui prendere spunto. A questo proposito ha detto che è una cosa non molto normale, ma lui è così. Bizzarra la sua affermazione "Io disegno ad occhi chiusi".
Spesso chiede agli sceneggiatori di dargli lavori in cui sono presenti elementi a lui un po' ostici, di proposito, per mettersi alla prova e superare le sue difficoltà, cosa che lo sprona. Dice ad esempio che ha difficoltà a disegnare le donne.

Le domande meno apprezzate dalla coppia sono state quelle sulle influenze e sulle ispirazioni per le storie, a dire il vero non ho compreso la reazione un po' risentita di Van Hamme.
Forse a causa della scarsa acustica o della formulazione poco felice delle stesse, lui si è sentito attaccato, perchè qualcuno gli ha chiesto se si facesse influenzare dalle tendenze del momento o dalla richiesta di mercato.
Ecco, non fate mai una domanda simile ad uno sceneggiatore! Pur restando molto coretto, dal tono delle sue risposte e dalla mimica molto eloquente si è capito che la domanda non era di suo gradimento.

Ha affermato che lui non si è mai lasciato influenzare dal mercato, legge molto e si guarda in giro quando cammina, così come fanno del resto tanti e le sue sceneggiature sono frutto della sua fantasia, certo è pressochè impossibile non prendere spunti, ma è una cosa inconscia che deriva dalla propria formazione culturale e dalla vita che si conduce. Addirittura si lascia scappare che adesso è lui a fare tendenza. Ma la sua affermazione più strana è stata "La mia ispirazione sono i miei piedi".

Rosinski è intervenuto dicendo che anche lui non sa cosa siano le influenze esterne, perchè lui è il classico esempio di fumettista *vergine". Nato in Polonia nel 1941, da piccolo non sapeva nemmeno cosa fosse un fumetto, nel suo paese non ne esistevano. Giocava con quel poco che aveva sotto mano e ha cominciato a crearsi delle storie per sopperire alla mancanza di giocattoli, realizzando solo in seguito che faceva del fumetto. Si ritiene quindi un pioniere, se non il pioniere, del fumetto nei paesi dell'est. Insieme a pochi amici ha cominciato a disegnarli in Polonia, dopo aver assolto le sue scuole di grafica, per la sola ragione che gli era stato vietato dalla sua famiglia, che riteneva il fumetto una cosa da capitalisti. Ci tiene a precisare che tutto quello che è proibito, lo stimola.

Dopo il cessato rapporto di lavoro con Van Hamme che aveva paura di non aver più la freschezza necessaria per continuare a sceneggiare Thorgal, voleva smettere anche lui, poi ha fatto un patto con gli editori che gi hanno lasciato via libera.

Conclude affermando che sa bene che le risposte che ha dato non hanno sempre molto a che vedere con le domande fatte, ma che a lui ci teneva a dire quelle cose.
Il discorso è poi caduto sulla difficoltà di affermazione del fumetto Franco- Belga nel resto di Europa. Rosinski ha sostenuto che era una questione di formato nel senso materiale, Van Hamme ha ribadito che il problema è solo culturale e che paesi come l'Italia o la Spagna sono più abituati alle influenza americane e al fumetto più popolare.
L'incontro si è concluso dopo un'ora, per lasciare spazio ad altri. Ho fatto ancora una capatina allo Stand di Uchronia per un ultimo saluto e poi mi sono rimesso in auto per tornare a casa.

Una giornata davvero piacevole, con tanta gente interessante. Unica nota dolente, i 32 franchi per 9 ore di parcheggio. Cara la Svizzera Francese, e sì, proprio cara.

Scorcio del quartiere Riponne
L'invitante angolo ristoro

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