Cavazzano durante l'incontro

In occasione di fumetterni è stato approntato dagli organizzatori un incontro con Giorgio Cavazzano, in cui il pubblico, oltre i dovuti complimenti ha potuto fare le domande che nessun altro ha mai osato a questo grandissimo autore.
L'incontro è subito iniziato alla grande con la rivelazione d’immensi segreti, che voi non conoscerete mai perché mi son fatto subito riconoscere arrivando in ritardo e me li sono persi.
Al che avevo pensato di sedermi in fondo alla sala per non disturbare gli altri ascoltatori.
Poi mi sono accorto che non vedevo nulla (io vo-le-vo vedere Cavazzano), e così con una certa non-chalance ho attraversato quasi tutta la sala portandomi appresso alcune di quelle simpatiche buste di plastica, che magari al giorno d'oggi non inquinano più ma di rumore ne fanno lo stesso parecchio... Vabbè...

Tutto questo mentre in sottofondo il buon Cavazzano prima parlava dei suoi inizi, dell'influenza del cugino e del suo incontro con Romano Scarpa, poi di come all'inizio non riusciva ad apprezzare il lavoro di Barks (tutto vero, ho la registrazione!!) preferendogli agli inizi Scarpa e Gottfredson, ma arrivando a riscoprire la bellezza delle sue linee successivamente.
E adesso, colpo di scena! La domanda “Com’è stato lavorare con Tiziano Sclavi e con gli altri grandi autori?”. Nooo, gliela volevo fare io questa originalissima domanda, nonchè l'unica che mi fossi preparato. Tra la mia disperazione, Cavazzano parte elogiando gli sceneggiatori con cui ha lavorato, grandi professionisti, e poi inizia a raccontare del suo incontro con Sclavi, ai tempi in cui lavorava per il corriere dei piccoli, per disegnare “Altai & Jonson”.
Ammette di essere rimasto subito colpito e divertito dalla sceneggiatura e rivela il simpatico particolare di aver scoperto di essere stato soltanto la seconda scelta (!!), dopo che Grazia Nidasio aveva rifiutato a causa di altri lavori.
Riconosce subito come i suoi primi lavori per la serie siano molto disneyani, mentre gli ultimi, sempre caricaturali siano molto più evoluti. Infine, citazione direi d'obbligo per Giorgio Pezzin.
Approfittando del discorso, viene introdotto il tema delle sue collaborazioni per l'oltralpe, dove anche Cavazzano, riconosce che ci sia un miglior trattamento (anzi un rispetto totalmente diverso direi io) per il mondo del fumetto, cosa questa che si nota soprattutto nei rapporti con gli editori.
E adesso, progetti futuri!!
Tutti in edicola, è appena uscito il nuovo lavoro di Cavazzano su Topolino!
Ancora qui?
Allora non poteva che essere confermata l'uscita di uno speciale umoristico di Dylan Dog, ad opera tra gli altri di Cavazzano. Quando? Estate. Due secondi dopo, tutto smentito. Natale? Speriamo bene...

Cambiamo argomento, perché come si sa, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, complici la moglie e relativi parenti di origine locale che non hanno perso occasione di incuriosire Giorgio delle leggende locali riguardanti il vetro di Murano, il direttore che gli ha suggerito il protagonista da utilizzare, Cavazzano non si poteva certo esimere dal prendere la palla al balzo... Nasce così “Il segreto del vetro”, una storia tutta italiana dell'Uomo Ragno.
E ora domande dal pubblico!!!
Io! Io! Io... che gli dico? Gli rifaccio la domanda su Sclavi? Non mi sembra il caso.
“Quando lei ha iniziato a lavorare in Disney, la stessa Disney era uno dei centri del fumetto. Adesso sembra perdere terreno nei confronti dei manga e dei supereroi che riescono a sfruttare meglio il mezzo televisivo. C'è ancora spazio per la Disney nel settore?”.

Questa la mia domandona, balbettamenti e strascicamenti a parte. Mica pizza e fichi.
Che mi ha risposto? Non lo so, ero troppo fiero di me per ascoltare la risposta.
Riavvolgendo il nastro: "sono le idee a creare gli spazi. Ci sarà sempre posto per le buone idee e quindi finché ci sarà creatività ci sarà spazio per la Disney. Casomai ci sarà sempre meno spazio per le idee di basso livello.
Si ritorna quindi a parlare di sceneggiatori e sceneggiature, tra la linearità del passato e il dinamismo del presente, a volte persino eccessivo, che unito ad una certa tendenza specificare i minimi dettagli al disegnatore, privandolo della libertà del passato porta a rendere alcune scene molto difficili da disegnare e a volte impossibili, causa una visione troppo cinematografica della scena che perde la sequenza più rigida delle tavole a fumetti. Ecco quindi che gli stessi disegnatori devono effettuare le modifiche alla sceneggiatura, segno evidente che qualcosa non andava."

Dopo queste prime domande, prendono coraggio anche i disegnatori in erba che sperano di diventare il prossimo Cavazzano. Si parla quindi di matite, schizzi ecc. ecc. In mezzo i complimenti a Barbucci e i ringraziamenti all'inchiostratore delle sue tavole Sandro Zemolin. Non dimentichiamoci dei tempi lavorativi! Mediamente Cavazzano disegna due pagine al giorno! Nei tempi bui anche 4 o 5...

ZIo Paperone


Ah, scopro anche che pagano meglio in Francia. Tenetene conto se volete fare il disegnatore...
Eppoi l'importanza della casualità, di come gli eventi si intreccino a creare nuove possibilità prima ignorate. Dalla scoperta quasi improvvisa e fulminea che Cavazzano poteva essere Cavazzano e non un nuovo Scarpa, grazie a nuove inquadrature e nuove idee, all'incontro con Vincenzo Mollica, che gli suggerisce di basare una delle sue prossime storie su un classico del cinema, come veniva fatto in passato. Ecco Topolino in “Casablanca”. Un classico.
E da cosa nasce cosa. E sarà lo stesso Fellini colpito da questa storia a chiedere al nostro autore di fare qualcosa di simile con uno dei suoi film (“La strada”), mentre Giulietta Masina sarà colei che darà l'idea giusta: riutilizzare lo stile di Topolino vecchia maniera.
Ed è proprio con Topolino che Cavazzano si diverte di più ultimamente, riconoscendo una maggiore maturità per disegnarlo e di come molti disegnatore siano adatti più ai paperi che ai topi, e viceversa. Simili, ma molto diversi.
Infine i consigli per i giovani disegnatori: talento, gavetta e soldi per mangiare comunque.
A proposito di mangiare. Si è fatta ora di pranzo. Dobbiamo andare.
Su, ringraziamo tutti Cavazzano.
Alla prossima volta.

Ingrandimento

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