Lee Falk21 febbraio 1965 a Bordighera vede la luce, la prima rassegna dedicata al fumetto: il Salone Internazionale dei Comics.

E’ organizzato dall’Istituto di Pedagogia dell’Università di Roma, dal centro di Sociologia delle Comunicazioni di Massa e dall’Archivio Internazionale della Stampa a Fumetti in collaborazione con il Comics Club e con il Centre d’Etudedes Litteratures d’Expression Grafique.

L’establishment culturale quasi in toto considera ancora il medium fumetto come una lettura per ragazzi e di basso profilo, ma ci sono segnali di un nuovo atteggiamento. Elio Vittorini, sul Politecnico, propone il Popeye di E. C. Segar; Umberto Eco analizza nel suo Apocalittici e integrati la prima tavola domenicale dello Steve Canyon di Milton Caniff. In questo clima di apertura (anche se di spiraglio si tratta) il Primo Salone permette al medium fumetto di uscire con impeto da quella clandestinità culturale nella quale è stato per troppo tempo e immeritatamente costretto.

Usando le parole del suo primo direttore Romano Calisi, il salone “vuole documentare, sia in chiave storica che in rapporto all’attualità, quale sia stata e quale sia l’importanza di questo settore della cultura di massa e dell’editoria per ragazzi (ed anche per adulti). [….] Esso si propone di documentare l’evoluzione della stampa a fumetti, attraverso generi e personaggi, nonché i rapporti tra i fumetti ed altri settori della cultura di massa .”

È articolato in cinque sezioni:
- rapporti tra comics e le arti figurative
- rapporti tra comics e cinema
- rapporti tra comics e fotoromanzo
Le ultime due sono dedicate al linguaggio e alla sociologia dei comics.

Il comitato organizzatore è composto di persone di altissimo livello culturale.

Ci sono, tra gli altri, il semiologo Umberto Eco, il saggista Francis Placassi, il regista Alain Restai, il disegnatore Rino Albertarelli, il critico cinematografico Claudio Bertieri, lo storico Luis Gasca, il pedagogista Luigi Volpicelli e Romano Calisi suo assistente e grande esperto di comunicazioni di massa.

Ci sono mostre espositive e incontri internazionali tra editori, distributori e disegnatori, ma il momento centrale del salone è la prima tavola rotonda internazionale sulla stampa a fumetti, a cui partecipano studiosi di diverse discipline, autori, editori e delegati di numerosi paesi, non solo europei. Ricordiamo Lee Falk, creatore di Mandrake e di Phantom e il cartoonist David Pascal che divenne in seguito un membro permanente dell’organizzazione.

Al Capp (padre di li'l abner) arriva in ritardo per un disguido ma al suo ritorno negli Stati Uniti pubblica su Life un lungo ed ironico resoconto della manifestazione illustrato da par suo, presentato in copertina come “Al Capp tra gli intellettuali europei”, ampliando così la risonanza internazionale del salone.

Il primo numero di LINUSIl salone di Bordighera ebbe un carattere strettamente culturale e i temi delle relazioni proposte la dicono lunga in merito:

“il linguaggio dei fumetti “ “per una ricerca globale della stampa a fumetti” ”considerazioni psicologiche sulla stampa fumetti come mezzo di comunicazione di massa”

I collezionisti presenti erano solo sette.
Va ricordato anche che il salone presentò in anteprima (prima dell’uscita in edicola ad aprile) Linus, la rivista fumetti che avrebbe rivoluzionato il fumetto in Italia, perché oltre a presentare il meglio della “letteratura grafica” (come recita il primo editoriale) ne approfondisce la storia, intervista gli autori e tra le innovazioni più apprezzate c’è una inedita forma di dialogo con i lettori, utilizzando la posta di Charlie Brown; i temi dibattuti sono i più vari dalla politica al sociale o semplici sfoghi ironici in una forma nuova che può ricordare talvolta lo spirito del “teatro dell’assurdo”.

Al salone di Bordighera mancava completamente l’aspetto commerciale, che ha da Lucca in poi man mano affiancato la matrice culturale dell’evento fino a sovrapporsi quasi a essa.

E proprio le prime edizioni di Lucca comics ,iniziate nel 1966, saranno il tema del prossimo articolo.

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